Una nuova consapevolezza emerge dai dati Istat che ha veicolato l’Area studi e ricerche della CNA, e riguarda un pare periodo nero per le abilità manuali nella città aretusea: 1 impresa su 5 a Siracusa è artigiana.
A essere interessati dalla ricerca artigianato e imprese 107 province italiane, dove il podio va a Nuoro (31,7%) seguita da Cuneo (31,5%) e Fermo (31,3%), mentre le grandi aree metropolitane Napoli, Roma, Caserta e Milano rimangono in coda. Se a Siracusa le imprese artigiane sono il 18,6% del totale delle imprese attive, la media nazionale è del 21,5%: dato che colloca il territorio aretuseo in una fascia medio-bassa della graduatoria.
Migliore l’occupazione, più alta della media nazionale
Se invece parliamo di occupazione la situazione migliora: a Siracusa gli addetti delle imprese artigiane pesano per il 14,9% sul totale degli occupati, un valore superiore alla media italiana, ferma al 13,4%.
Un segnale che indica come l’artigianato siracusano mantiene una capacità occupazionale poco più solida rispetto al tessuto produttivo complessivo del territorio. Secondo Rosanna Magnano, presidente Territoriale di CNA Siracusa, la base artigiana è contenuta, ma dimostra una tenuta occupazionale e una resistenza al declino superiori a quelle registrate a livello nazionale.
Mentre il segretario Gianpaolo Miceli chiede alle istituzioni locali e regionali politiche mirate di sostegno alla trasmissione d’impresa, alla formazione tecnico-professionale e all’accesso al credito per le micro e piccole imprese.
Associandosi poi all’appello del presidente nazionale Dario Costantini per una riforma della legge quadro sull’artigianato del 1985, considerata ormai indispensabile per adeguare il quadro normativo alle trasformazioni del settore e per rilanciare un comparto che resta, anche nel Siracusano, un presidio di lavoro, competenze e identità territoriale.
