Fava solleva il caso Ias: “Presidenza inaccettabile”

Il mandato di Maria Grazia Brandara alla presidenza dell’Ias va di pari passo con il consiglio d’amministrazione e scade contestualmente all’approvazione del bilancio della società. Nei termini di legge, c’è tempo fino al 30 aprile per esitare lo strumento finanziario del 2019 con la possibilità di fare slittare i termini persino al 30 giugno, qualora il rinvio sia motivato. Il bilancio sarà, comunque, pronto entro il 28 febbraio e, di conseguenza, sarà disponibile per il Cda fra un mese e mezzo al massimo. Da più parti, però, dopo le inchieste giudiziarie e dopo l’interpellanza parlamentare del presidente della commissione antimafia dell’Ars, Claudio Fava, che ha chiesto al governo della Regione se “non rilevi l’opportunità di procedere alla revoca della nomina”, viene auspicato che la presidente possa fare un passo indietro.

“Ribadisco la mia posizione sulla vicenda – dice il parlamentare regionale del M5S, Giorgio Pasqua – ritengo la posizione della Brandara nel contesto dell’Ias sia inopportuna. Deve, a mio giudizio, lasciare l’incarico per liberare l’Ias da sospetti e dietrologie. Siccome il suo mandato è ormai in scadenza, la invito a fare un passo indietro”. Anche per il sindaco di Priolo, Pippo Gianni, la situazione desta qualche imbarazzo: “Credo che dopo l’atto parlamentare di Fava, gli assessori interpellati debbano convocare la presidente Brandara per chiarire ogni aspetto e, di conseguenza, decidere sul da farsi”.

Il presidente della commissione Attività produttive dell’Ars, Giovanni Cafeo, sostiene che “non sia volontà del governo mantenere la presidente Brandara al vertice dell’Ias anche se fino a questo momento non mi pare sia stato fatto alcun passo ufficiale. Per quanto mi riguarda, come ho già fatto fino ad oggi, continuerò a seguire le vicende dell’Ias”.

L’atto parlamentare è stato trasmesso dal deputato regionale Claudio Fava all’assessore per l’economia, Gaetano Armao, e a quello per l’Energia, Alberto Pierobon. Maria Grazia Brandara, attuale sindaco di Naro in provincia di Agrigento e già commissario straordinario dell’Irsap, il 26 ottobre 2017 è stata nominata presidente del Cda della società Industria Acqua Siracusa, che gestisce il depuratore biologico di Priolo, il cui socio pubblico di maggioranza è l’ex Consorzio Asi di Siracusa (65,5% del capitale sociale). Risulta indagata in una delle tranche dell’inchiesta condotta dalla Procura di Caltanissetta relativamente al cosiddetto Sistema Montante.

“La permanenza di Maria Grazia Brandara alla presidenza della società Ias è un fatto politicamente inaccettabile – ha detto Fava – visto il suo pesante coinvolgimento nell’indagine sul Sistema Montante, l’inchiesta che la vede imputata di associazione a delinquere assieme all’ex presidente di Confindustria Sicilia e il suo recente rinvio a giudizio a Barcellona Pozzo di Gotto per reati ambientali”. Nella sua interpellanza si legge, tra l’altro, “L’interesse di Montante in questo settore – ha ricordato il deputato regionale – risulta acquisito nella sentenza di condanna emessa dal Gup di Caltanissetta  che dedica un ampio approfondimento alla vicenda con un titolo emblematico: ‘L’ingerenza di Montante nell’Ias spa. Le motivazioni della sentenza di condanna emessa dal gip del tribunale di Caltanissetta il 10 maggio 2019 nei confronti di Montante e altri, si dà ampio risalto all’interesse nutrito da Montante nei confronti della società ceh opera a Priolo, segnatamente al capitolo X che consta di due paragrafi dedicati all’Ias, dei quali il titolo di uno è alquanto emblematico: “L’ingerenza di Montante nell’Ias spa e, in generale, nelle sedi del potere”.