SIRACUSA – È stato programmato un sit-in di protesta davanti all’ospedale “Umberto I” di Siracusa per richiamare l’attenzione sulle gravi criticità che toccano l’Unità Operativa Complessa di Oncologia Medica. L’appuntamento è fissato per le ore 9.00 di venerdì prossimo sul piazzale del nosocomio cittadino, dove pazienti, familiari e associazioni si daranno convegno per chiedere interventi urgenti sulle dotazioni organiche e sulla continuità assistenziale.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio e complesso quadro dell’accesso alle cure e del rispetto dei tempi d’attesa nell’intera provincia di Siracusa. L’analisi dei dati relativi al monitoraggio delle prestazioni nelle strutture dell’ASP 8 (tra il nosocomio del capoluogo, il “Muscatello” di Augusta, il presidio di Lentini e i poli unificati di Avola e Noto) evidenzia un divario netto tra i codici di priorità fissati dalla Regione e le date effettivamente disponibili al CUP.
Le criticità maggiori: diagnostica per immagini e visite specialistiche
I riscontri sul territorio provinciale mostrano uno sbilanciamento marcato in alcune branche ad alta richiesta:
- Diagnostica per immagini (RMN e TC): Le prenotazioni per Risonanze Magnetiche (con e senza mezzo di contrasto) e Tomografie Computerizzate registrano i tempi di attesa più lunghi, in particolare quando le agende provinciali saturano la disponibilità delle grandi apparecchiature dell’Umberto I e dell’ospedale di Lentini.
- Visite cardiologiche ed ecocardiogrammi: La forte richiesta di controlli cardiologici primari e secondari si scontra con una carenza organica di specialisti negli ambulatori territoriali, spingendo le date di erogazione ben oltre i limiti temporali prescritti per le classi Programmate (P).
- Oftalmologia e Dermatologia: Rientrano stabilmente tra le specialità in cui il rapporto tra offerta pubblica e domanda della popolazione locale appare sbilanciato, generando liste che superano di gran lunga la soglia raccomandata dei 120 giorni per le prestazioni differibili.
Il fenomeno del “ricorso al privato” e la mobilità passiva
Il protrarsi dei tempi d’attesa produce due conseguenze dirette per l’utenza della provincia di Siracusa:
- La crescita della spesa out-of-pocket: Molte famiglie si vedono costrette a pagare di tasca propria visite ed esami presso centri e cliniche private accreditate per ottenere una diagnosi in tempi utili, con un impatto economico pesante sulle fasce a basso reddito.
- Lo spostamento verso altre province: Si registra un flusso costante di pazienti che scelgono di prenotare presso le strutture dell’ASP di Catania o i grandi poli ospedaliero-universitari etnei per anticipare l’appuntamento, alimentando il fenomeno della mobilità sanitaria interna.
Le risposte dell’ASP e le tutele previste dalla legge
Di fronte a questo scenario, l’ASP di Siracusa ha avviato azioni correttive legate all’apertura straordinaria dei macchinari e degli ambulatori nelle ore pomeridiane e nei fine settimana, oltre al potenziamento del sistema delle convenzioni esterne.
Si ricorda che la normativa vigente tutela il cittadino: qualora la struttura pubblica non sia in grado di erogare la prestazione entro i tempi stabiliti dal codice di priorità indicato nell’impegnativa del medico curante (Breve, Differibile o Programmata), l’utente ha il diritto di richiedere l’accesso alla prestazione in regime intra-moenia o presso strutture private accreditate, sostenendo il solo costo del ticket (se dovuto), con onere a carico dell’Azienda Sanitaria.
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