Restano detenuti in carcere i tre pachinesi sono comparsi questa mattina davanti al Gip del tribunale di Siracusa, Alessandra Gigli, a seguito dello stato di fermo a cui li ha sottoposti la Procura dopo le indagini della squadra mobile. Fabiano Salerno di 46 anni, Sebastiano Cammisuli di 22, e Giulio Quartarone di 42, assistiti dagli avvocati Junio Celesti e Salvatore Di Fede, sono accusati di tentato omicidio. Al termine dell’interrogatorio di garanzia, il giudice per le indagini preliminari, ha convalidato il fermo disponendo per tutti e tre gli indagati la misura cautelare in carcere.
La vicenda si è consumata nella tarda serata di lunedì scorso in via Solferino a Pachino. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del commissariato di pubblica sicurezza locale, ci sarebbe stata una colluttazione tra un gruppo di persone incappucciate, armate di mazze da baseball e di una pistola, da una parte e padre e figlio dall’altra. In quattro sarebbero arrivati sul posto a bordo di due auto. Sceso dall’a vettura, Quartarone avrebbe discusso animatamente con uno dei due congiunti per poi sfociare in una colluttazione nel corso della quale, Quartarone è rimasto ferito alle gambe da una coltellata ed è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari dell’ospedale di Avola. Da una prima ricostruzione dei fatti, sembrerebbe che Salerno, a quel punto, abbia incitato Cammisuli a premere in grilletto per colpire ad un piede il malcapitato e di striscio ad una spalla il padre. Subito dopo, gli aggressori si sono dileguati a bordo delle due vetture.
Da chiarire il movente del diverbio sfociato nel sangue che sarebbe da ricondurre ad un piccolo debito per una partita di droga non pagata.
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