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Pd, Schlein verso la proroga: il mandato scade nel 2027

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Una data che si avvicina e comincia a scaldare gli animi, quella del 13 marzo 2027, quando scadrà il mandato di Elly Schlein, eletta segretaria del Pd nel 2023 dopo la vittoria alle primarie contro Stefano Bonaccini.

Per la prima volta, si pensa alla proroga del mandato della segretaria. Una decisione che sarebbe inedita dato che i precedenti leader del partito hanno lasciato l’incarico prima della scadenza naturale del mandato.

Non si tratta di mettere in discussione la segretaria

Quel che è certo al momento è che non sarebbe in discussione la leadership di Elly Schlein. Quella della proroga si tratta di un’ipotesi e un eventuale passaggio in assemblea potrebbe garantire una base giuridica alla prosecuzione dell’incarico. Alcuni dirigenti del partito sottolineano la necessità di evitare che gli atti della segretaria possano essere contestati.

L’ipotesi di un nuovo congresso appare invece poco probabile, data la vicinanza delle prossime elezioni politiche e il dibattito sulle primarie di coalizione.

L’ipotesi del congresso del Pd

Nei mesi scorsi era stata valutata anche l’idea di un congresso, in cui Schlein avrebbe potuto rimettere in gioco la propria leadership. Anche questa rimasta come ipotesi debole; secondo lo statuto del partito l’assemblea dovrebbe essere convocata sei mesi prima della scadenza del mandato entro il 13 settembre 2026.

Fra i temi da discutere quello delle primarie di coalizione. Schlein ha sostenuto una linea secondo cui il candidato premier dovrebbe essere scelto attraverso le primarie di coalizione oppure, in assenza di primarie, indicato sulla base del risultato elettorale. Nel centrosinistra non tutti sembrano convinti della strategia.

La coalizione fragile

Fra i problemi principali quello della coalizione di centrosinistra. Pd, Movimento 5 Stelle e alleati devono ancora trovare una sintesi su diversi temi e sulla futura leadership.

Ad esempio Angelo Bonelli ritiene che eventuali primarie debbano essere precedute da una chiara intesa programmatica. Michele De Pascale ha invece osservato che, pur non essendo contrario alle primarie, nel popolo del centrosinistra potrebbe prevalere un orientamento contrario.

Anche Stefano Bonaccini ha invitato a concentrarsi prima sulla costruzione della coalizione e su un programma condiviso, rinviando successivamente la scelta del metodo per individuare il candidato alla guida del centrosinistra.

Schlein e Conte a confronto

Per la futura leadership resta centrale anche il rapporto tra Elly Schlein e Giuseppe Conte. Tra gli esponenti riformisti del Pd c’è chi considera Schlein la candidata naturale del partito, soprattutto nel caso in cui Conte dovesse scendere direttamente in campo per la leadership della coalizione.

La segretaria, infatti, resta la leader del principale partito del centrosinistra dopo essere stata scelta attraverso le primarie del 2023. Dunque, resta da capire quale sarà il percorso del Pd verso le prossime elezioni politiche e chi guiderà il centrosinistra.

Nei prossimi mesi il partito dovrà discutere diversi aspetti: dalla gestione della scadenza del mandato della segretaria alle eventuali primarie di coalizione, fino alla definizione del programma e della leadership del campo largo

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