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Pedaggio Siracusa–Gela Vinciullo: i cittadini non possono pagare per un’opera finanziata con denaro pubblico

Un pedaggio che rischia di creare una mobilitazione generale, se non evitato. L’On. Prof. Vincenzo Vinciullo, Commissario Provinciale di Grande Sicilia, interviene sulla intenzione del Consorzio per le Autostrade Siciliane di introdurre il pagamento del pedaggio sulla tratta Siracusa – Gela, tra Cassibile, Rosolini e Modica.

«Apprendo in questi giorni – dice Vinciullo – che il Consorzio per le Autostrade Siciliane, ente vigilato dall’Assessorato regionale delle Infrastrutture, intende procedere nell’introduzione del pedaggio sulla Siracusa – Gela. Una scelta che considero sbagliata e che va fermamente contrastata».

Mentre il CAS presenta alla Regione un piano di risanamento dei propri conti per circa 100 milioni di euro, chiedendo l’ennesimo intervento economico pubblico, si pensa di far pagare i cittadini. «Questo dimostra quanto fosse corretta la mia posizione – continua Vinciullo – il Consorzio avrebbe dovuto essere assorbito dall’ANAS, ponendo fine alle criticità gestionali che da anni lo caratterizzano».

Aspetti da valutare

In riferimento al pedaggio, ci sono due aspetti che andrebbero valutati secondo il Commissario Provinciale di Grande Sicilia:

1. La tratta Siracusa – Gela, al momento è l’unica vera via di fuga tra la zona sud della provincia di Siracusa, il capoluogo e l’area industriale, perché la Strada Statale “115”, unica alternativa in caso di emergenza ha delle criticità specie in corrispondenza del ponte sul fiume Cassibile.

«È fuori luogo dunque – dice il Commissario di Grande Sicilia – pensare di imporre un pedaggio su un’infrastruttura che ha una funzione essenziale per la sicurezza del territorio».

2. Una parte significativa dell’autostrada Siracusa – Gela è stata realizzata con i finanziamenti dalla Legge n. 433 del 1991, destinati agli interventi successivi al terremoto del 13 dicembre 1990, proprio perché quell’arteria è ritenuta una via di fuga strategica.

Un’altra parte dell’opera è stata finanziata con risorse regionali con un emendamento del Commissario approvato in Commissione Bilancio e successivamente dal Parlamento siciliano.

«In altre parole – dice il Commissario – questa autostrada è stata costruita con i soldi dei cittadini. Per questo motivo ritengo che il Consorzio per le Autostrade Siciliane non possa oggi pretendere il pagamento di un pedaggio per un’opera che non ha realizzato con risorse proprie e che è stata finanziata con fondi pubblici destinati alla sicurezza e allo sviluppo del territorio».

La possibile mobilitazione contro il pedaggio

I siciliani, dunque, e nel caso particolare i cittadini della zona sud della provincia di Siracusa, pagherebbero due volte la stessa infrastruttura: la prima con le tasse che ne hanno permesso la realizzazione e la seconda con appunto un pedaggio.

Da qui l’appello rivolto da Vincenzo Vinciullo al Presidente ed al vice Presidente del CAS affinché venga riesaminata questa scelta. «Se si dovesse insistere sull’introduzione del pedaggio, siamo pronti alla mobilitazione generale e alla promozione di ogni iniziativa anche in sede istituzionale per tutelare i cittadini e imprese».

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