Una battuta di pesca che si è rivelata un gesto di umanità. Protagonisti della vicenda, l’equipaggio del peschereccio Mathias tutti di Santa Maria La Scala, una frazione di Acireale, che hanno tratto in salvo 16 migranti minorenni.
La vicenda è accaduta nelle acque al largo di Malta, dove la barca ha prestato primo soccorso a un’imbarcazione in difficoltà, rimanendo sul posto fino all’arrivo della Guardia Costiera, che ha poi coordinato e concluso le operazioni di salvataggio.
“Un gesto che conferma il profondo senso di responsabilità e di solidarietà che da sempre caratterizza la gente di mare di Santa Maria La Scala“.
Parroco don Mario Camera: un episodio che ricorda le parole del Papa
Un episodio che, secondo il parroco di Acireale don Mario Camera, richiama le parole di Papa Leone XIV pronunciate a Lampedusa: «Lo scorso 4 luglio Papa Leone, a Lampedusa, attraverso i verbi “vide” e “ne ebbe compassione”, ha richiamato tutta la cristianità ad aprire il proprio cuore. Così i pescatori di Santa Maria La Scala hanno mostrato una grande apertura d’animo, prestando soccorso a questi migranti che attraversavano il mare e si trovavano in pericolo di vita».
Il gesto dell’equipaggio Mathias esemplare
A riconoscere l’importanza di ciò che ha compiuto l’equipaggio della Mathias anche il vescovo di Acireale, Mons. Antonino Raspanti che ha ribadito come la Chiesa sia chiamata a stare accanto agli ultimi, accogliendo quanti fuggono da guerre, violenze e povertà, nel rispetto della dignità della persona e della legalità. Così come quanto compiuto dalla Mathias, capace di trasformare la carità cristiana in un’azione concreta di salvezza.

La testimonianza delle mogli e figlie dei componenti del peschereccio
Un gesto di valore commentato anche dalle mogli di due membri dell’equipaggio Mathias Alessia Re e Daiva Patanè: «Siamo orgogliosi dei nostri mariti – dicono – che hanno interrotto la battuta di pesca per soccorrere quella piccola imbarcazione incontrata al largo di Malta. Hanno dato acqua, pane e latte anche a un bambino di appena un anno. Hanno dimostrato grande coraggio e una straordinaria umanità».
A parlare anche la figlia di uno dei pescatori Grazia Patanè, che dichiara come il gesto appartenga all’umanità di ogni individuo e del “codice” del mare: «È stato prima di tutto un gesto umano, oltre che marittimo. La gente di mare tende ad aiutarsi ogni volta che è possibile. Sappiamo che queste persone affrontano viaggi drammatici, partendo spesso da condizioni di estrema precarietà, nella speranza di trovare una vita migliore e quei diritti fondamentali che, probabilmente, nei loro Paesi non possono avere».
I componenti dell’equipaggio partiti ad aprile per la consueta campagna di pesca nel Mediterraneo, torneranno a casa a fine agosto per prendere parte ai festeggiamenti in onore della Madonna della Scala, patrona del borgo marinaro.
