Politiche sociali, 23 milioni per l’housing sociale

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Oltre 23 milioni di euro destinati alla riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico e dei beni confiscati alla criminalità organizzata, da trasformare in alloggi sociali e strutture di co-housing per persone e nuclei familiari in condizioni di grave fragilità ed emarginazione socio-economica. È stato pubblicato dal dipartimento regionale della Famiglia e delle politiche sociali l’avviso pubblico a valere sul Pr Fesr Sicilia 2021-2027 rivolto ai Comuni siciliani (sia in forma singola che associata) che prevede il finanziamento a fondo perduto di progetti con un importo non inferiore a 250 mila euro.

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«Con questo provvedimento – dice l’assessore Nuccia Albano – diamo una risposta forte e concreta al bisogno abitativo e alle nuove povertà che affliggono i nostri territori. Mettiamo a disposizione degli enti locali risorse ingenti della programmazione europea Fesr per restituire una funzione sociale a edifici in disuso e a beni confiscati alla mafia. Non ci limitiamo a ristrutturare mura o a dare un tetto a chi si trova in difficoltà: promuoviamo un modello innovativo di abitare collaborativo e di welfare comunitario, integrato da percorsi di accompagnamento e presa in carico multidisciplinare dei cittadini più fragili, un lavoro svolto nel segno dell’efficienza e dell’inclusione».

Le risorse serviranno a finanziare: lavori di ristrutturazione edilizia, recupero e adeguamento strutturale e antisismico, manutenzione straordinaria, efficientamento energetico, abbattimento delle barriere architettoniche e domotica su immobili di proprietà pubblica e beni confiscati alle mafie; l’acquisto di arredi, attrezzature e dotazioni tecnologiche/digitali (fino al 20% del contributo concesso) strettamente funzionali all’opera; la realizzazione di soluzioni abitative sociali permanenti, inclusive e non segreganti, integrate nel tessuto urbano con spazi comuni, aree verdi e servizi di prossimità per promuovere il welfare di comunità.

L’iter di selezione prevede una procedura valutativa a graduatoria basata su criteri di merito che spaziano dalla cantierabilità dell’intervento alla sostenibilità gestionale, premiando i progetti che dimostrano una maggiore sinergia con i fondi Fse+ e una forte complementarietà con le politiche attive di inclusione. Tutti gli interventi dovranno inoltre superare un punteggio minimo di 50 su 85 e assicurare il rigoroso rispetto dei principi ambientali comunitari (Dnsh – Do No Significant Harm) e di immunizzazione dagli effetti del clima (Climate Proofing).

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