Priolo. Nasi elettronici contro i miasmi dell’area industriale


Nasi elettronici, per testare la qualità dell’aria. 340 mila euro sono stati impegnati dalla Regione per l’acquisto di campionatori, che saranno piazzati a Priolo e negli altri comuni della zona industriale e serviranno ad individuare quali sostanze inquinanti vengono rilasciate nell’atmosfera. Lo ha comunicato oggi l’Assessore regionale al Territorio e Ambiente, Salvatore Cordaro, che ha così accolto una richiesta presentata dal Sindaco di Priolo, on. dott. Pippo Gianni. Nel corso dell’incontro, che si è tenuto in Prefettura, Pippo Gianni ha chiesto che tutti i soggetti interessati si attivino per monitorare urgentemente non solo le sostanze che producono odori molesti, ma in particolare quelle che non vengono avvertite dalla popolazione ma sono altamente nocive per la salute. L’Assessore Cordaro ha presentato anche l’APP Nose, Network for Odour Sensitivity, realizzata con il contributo scientifico del Cnr e dell’Arpa, grazie ai fondi, 50 mila euro, stanziati dalla Regione. Chi avverte odori molesti nell’aria di solito chiama soggetti diversi: Vigili del Fuoco, Vigili Urbani, Prefettura. L’obiettivo dell’APP è invece quello di convogliare tutte le segnalazioni in un unico strumento; si può scaricare gratuitamente ed è già attiva all’indirizzo nose-cnr.arpa.sicilia.it. Dopo la registrazione dell’utente, permette di inviare la propria segnalazione attraverso l’indicazione di alcune caratteristiche, ad esempio odore di zolfo o di gas, ma anche l’intensità ed eventuali fastidi registrati, come bruciore o fastidio agli occhi. La geolocalizzazione traccia inoltre la posizione di provenienza della segnalazione. I dati che arriveranno alla piattaforma saranno poi inviati all’Università di Catania che avrà il compito di analizzarli. Al vertice in Prefettura, oltre all’Assessore Cordaro e al Sindaco Pippo Gianni, erano presenti anche i Sindaci di Siracusa, Augusta e Melilli e i rappresentanti del Cnr, dell’Arpa e dell’ex Provincia.

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2 comments

  • Non sono semplicemente “odori molesti” ma sostanze chimiche con proprietà cancerogene. Più che spendere 340 mila euro (!) per questi analizzatori bisognerebbe interdire queste fabbriche di veleni fin quando non ci sarà il concreto abbattimento di emissioni. Sappiamo tutti da dove provengono questi vapori tossici e non serve a niente un “naso elettonico”, forse giova solo a chi li vende per fare soldi a spese della regione!

  • Mi piacerebbe sapere qual è l’Università di Catania che analizza i composti “molesti” e per quale motivo non si è attivato ancora il decreto sulla riduzione delle emissioni con il Simage che avrebbe individuato il punto di emissione e sanzionato pure le industrie ree!

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