Priolo, Petrolchimico: arrivano le denunce per l’inquinamento provocato dalle torce accese, il fumo e la puzza

Il Comitato Bagali-Sabbuci-Baratti, da circa un mese denuncia pubblicamente con foto e data la presenza puntuale ogni sera di fumate nere con appariscenti fiamme provenienti dal Petrolchimico, zona nord, che si ripetono con regolarità. “Ci fanno paura, scrivono nelle denunce sui Social e i giornali che ospitano i loro articoli, i componenti del Comitato che combatte l’inquinamento selvaggio in generale”. Ma a preoccuparsi sono soprattutto i cittadini residenti e altri comitati ambientalisti che si sono aggregati alla protesta, che hanno denunciato in tutte le salse e il fenomeno, ma il silenzio generale è ritornato sull’argomento.

Torce che dovrebbero essere utilizzate in occasioni di guasti, per eliminare attraverso la combustione gas di scarti, miscele di gassose e liquidi rilasciate a seguito di sovra-pressioni all’interno dell’impianto o per altri fattori fisici o meccanici, e che invece sono attivi ogni sera. Dispositivi di sicurezza che sono utilizzati in diversi tipi d’impianti, tra cui pozzi petroliferi, di trivellazione, nelle raffinerie, impianti chimici e discariche. La torcia, o fiaccola che dir si voglia, è un dispositivo essenziale per la sicurezza e il controllo dell’ambiente circostante. Lì va a finire la quantità di fumi per essere distrutti, tramite ossidazione termica e combustione; sono potenziali scarichi di gas idrocarburici, indesiderati o in eccesso, oppure generati durante situazioni di emergenza transitoria, di fermata o di avviamento degli impianti. Solitamente dovrebbero operare senza la formazione di nerofumo, eccetto che nei casi di scarichi per emergenze notevoli e di mal funzionamento dell’impianto. L’intero sistema di torcia è progettato per garantire le operazioni in sicurezza e include dispositivi per evitare ritorni di fiamma, con fiammella pilota sempre accesa e un sistema d’iniezione di vapore appropriato.

“Ma la ripetizione continua giornaliera ogni sera – dicono i componenti del Comitato Bagali-Sabucci-Baratti – non ci lascia sonni tranquilli e siamo fortemente preoccupati perché questa ripetizione appare come un sempre e non in emergenza”.

“L’appello del Comitato è diretto alle istituzioni delegate affinché accertino le reali cause del fumo nero e delle fiamme che bruciano causando una puzza nauseabonda e tanta paura ogni sera”.

Stride che qualche testata giornalistica, forse in buona amicizia con le industrie, parli di pochi cittadini che hanno protestato per gli sfiaccolamenti serali e la puzza; ma negli ambienti giudiziari si conferma la massiccia segnalazione con ogni mezzo a disposizione arrivata sui tavoli delle forze di polizia e delle istituzioni delegate alla difesa della salute pubblica. Da indiscrezione trapelate, sulla vicenda la Procura avrebbe aperto un fascicolo specifico.

Si muore con eccessi rilevanti di cancro per incidenza, ma soprattutto per mortalità come da molto tempo avviene, certificato dall’Istituto Superiore di Sanità. Infatti, nei siti industriali l’inquinamento è fuori controllo e sta peggiorando, ma a contrasto di ciò, non si fa nulla. I siti industriali della Sicilia Gela, Priolo e Milazzo, rappresentano le peggiori criticità ambientali industriali, con maggiore danno alla salute pubblica.

Ora la Regione Siciliana ha dato una forte azione verso la risoluzione del grave problema dell’inquinamento selvaggio. È stato il presidente Nello Musumeci,compulsato più volte da Paolo Cavallaro di Fratelli d’Italia, a voler impegnare la Commissione competente per mettere fine a questo sistema di avvelenamento selvaggio collettivo senza controllo.

Concetto Alota

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