Quattro iPhone 17 Pro Max, tre da 256 GB e uno da 512 GB, corredati da assicurazione e accessori, per una spesa complessiva di 7.435,72 euro di denaro pubblico.
È quanto emerge da una determina del Comune di Priolo Gargallo dell’11 settembre, finita al centro delle osservazioni dell’ex consigliera comunale Patrizia Arangio, che chiede all’Amministrazione di chiarire le ragioni dell’acquisto e la destinazione dei dispositivi.
«Leggo una determina e mi trovo davanti a una spesa di oltre 7.400 euro per quattro telefoni. Non quattro strumenti qualsiasi, ma quattro dispositivi top di gamma. E mi chiedo: era davvero necessario?», afferma Arangio.
Nella determina viene indicata la necessità di garantire la continuità e l’efficienza dei servizi di comunicazione dell’Ente. L’atto precisa inoltre che la richiesta sarebbe arrivata verbalmente dall’Amministrazione.
Un passaggio sul quale l’ex consigliera chiede maggiore chiarezza.
«Bene. Allora qualcuno lo spieghi ai cittadini. A chi saranno assegnati questi telefoni? Per quali servizi? E perché proprio questi modelli?».
La contestazione sulla spesa
Secondo Arangio, la questione non riguarda soltanto l’acquisto dei quattro smartphone, ma il criterio con cui vengono stabilite le priorità nella spesa pubblica.
«Perché mentre una famiglia oggi deve fare i conti con il materiale scolastico, le bollette, la benzina e un costo della vita sempre più pesante, il Comune decide di spendere oltre 7.400 euro per quattro smartphone top di gamma? Questa è una questione di priorità», sostiene.
L’ex consigliera richiama inoltre un precedente episodio verificatosi all’inizio della legislatura, quando – secondo quanto riferisce – un acquisto di telefoni destinati agli amministratori era stato contestato e bloccato dall’opposizione in Consiglio comunale.
«Oggi il Consiglio non c’è più. Non c’è più un’aula nella quale discutere queste scelte. Ma questo non significa che i cittadini debbano smettere di fare domande», aggiunge Arangio.
La richiesta: rivedere l’acquisto
Da qui la richiesta rivolta all’Amministrazione comunale di ritirare l’atto in autotutela e rivalutare l’acquisto, individuando dispositivi ritenuti adeguati alle esigenze dell’Ente ma meno costosi.
«Non chiedo di lasciare il Comune senza telefoni. Chiedo che si acquistino strumenti adeguati, non il massimo della gamma. Se esiste un dispositivo che svolge perfettamente il lavoro richiesto e costa molto meno, perché spendere così tanto?», afferma.
Arangio conclude ponendo al centro della vicenda il tema della trasparenza nell’utilizzo delle risorse pubbliche:
«Questi non sono soldi di chi amministra. Sono soldi dei cittadini. E prima di spendere 7.435,72 euro per quattro telefoni, credo che a quei cittadini si debba spiegare molto bene perché sia necessario farlo».
E chiude con una domanda rivolta all’Amministrazione: «Quattro iPhone. Quattro destinatari. A chi servono?»
Priolo: quattro iPhone 7400 euro, Fi chiede chiarimenti
