L’acqua del mare le attraversa e avanza nelle loro vasche lentamente, qui dove il sale era fonte primaria di vita e commercio: le Saline siciliane.
Parte fondamentale e storica dell’economia dell’Isola che si dirigono verso il riconoscimento Unesco. La Regione ha infatti presentato e sostenuto la candidatura a Riserva della Biosfera MaB di Parigi.
«Un percorso – dice Renato Schifani – che può dare ulteriore valore a un patrimonio ambientale e produttivo unico. Ci auguriamo che da Parigi possa arrivare il via libera definitivo. Il mio governo continuerà a sostenere con convinzione questa iniziativa e a fare la propria parte perché questo obiettivo possa essere raggiunto».
Soddisfazione anche per l’assessore al Territorio e all’ambiente, Giusi Savarino che ha seguito la candidatura delle Saline di Sicilia. «Un percorso condiviso con i promotori dell’iniziativa e con l’intero territorio. L’ammissione al programma MaB rappresenterebbe non solo un importante riconoscimento per la Sicilia ma anche per l’Italia intera, dato che sarebbe la prima zona umida costiera realizzata dall’uomo a essere tutelata dall’Unesco. Sono molto orgogliosa di questa candidatura».
La candidatura delle Saline: le località scelte
Alla selezione finale di Parigi per il prestigioso riconoscimento, dunque, le aree della produzione di “oro bianco” di:
- Trapani
- Marsala
- Misiliscemi
- Paceco
La commissione tecnica nazionale italiana per il MaB Unesco si è riunita ieri a Roma, nella sede del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che ha confermato l’interesse per l’unicità e per la solidità della proposta.
Adesso bisogna aspettare il completamento della versione in inglese, che andrà stampata, firmata dai componenti del Comitato promotore e inviata entro la fine del mese alla sede operativa del MaB Unesco a Parigi.
