ROMA / TORINO – È stata una giornata di forte conflittualità sociale e mobilitazione in tutta Italia quella segnata dallo sciopero generale indetto dalle sigle del sindacalismo di base (USB, COBAS, ADL, CLAP, SIAL e CUB) insieme ai movimenti studenteschi e ai centri sociali. Al centro delle rivendicazioni: il contrasto al carovita, le spese operative per il riarmo, il taglio alle risorse per sanità e istruzione e le recenti misure repressive.
Mentre i cortei hanno invaso le arterie di oltre 70 città, i picchi di tensione più acuti si sono registrati a Roma, sfociati in scontri diretti tra manifestanti e forze dell’ordine.
Roma, tentativi di sfondamento e cariche: 8 persone fermate
Nella Capitale la situazione è degenerata in diversi punti nevralgici lungo le sponde del Tevere e negli accessi al centro storico. Più gruppi di manifestanti hanno cercato ripetutamente di forzare i blocchi della Polizia per dirigersi verso i palazzi del potere e del Parlamento.
I momenti di maggiore contatto si sono consumati lungo i ponti romani:
- Ponte Sisto e Ponte Garibaldi: Si sono registrate cariche di alleggerimento da parte degli agenti in tenuta antisommossa con l’uso degli scudi per respingere l’avanzata del corteo.
- Piazza dell’Emporio e Circo Massimo: A seguito di un fitto lancio di bottiglie, petardi e sassi contro i cordoni di sicurezza, le forze dell’ordine hanno fatto uso degli idranti per bloccare l’assalto e instradare i manifestanti verso via Marmorata.
Al termine della giornata di scontri, il bilancio provvisorio fornito dalle autorità fissa a 8 il numero delle persone fermate per identificazione e accertamenti.
Le reazioni: la gioia dei Cobas e i dati sulla scuola
Sul fronte sindacale, la giornata viene archiviata come un successo strategico dalle sigle promotrici. Piero Bernocchi, portavoce dei COBAS, ha tracciato un bilancio trionfale e rilanciato l’azione di protesta:
«Oggi a trainare l’enorme presenza in piazza sono stati il conflitto sociale, economico e politico nel nostro Paese, il carovita, i costi esorbitanti dell’energia, il “più salario meno armi”, gli investimenti per la scuola e la sanità. Il successo di oggi ci impone di stabilire in tempi rapidi la prosecuzione della mobilitazione nazionale, non escludendo un nuovo sciopero generale a breve».
— Piero Bernocchi, Portavoce COBAS
Sul fronte dell’adesione nello specifico comparto scolastico, i dati ufficiali e provvisori diffusi dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (aggiornati alle ore 17 sul 54,73% degli istituti) attestano la partecipazione dei lavoratori al 7,57%.
Scontro sui trasporti: il MIT promuove la precettazione di Salvini
Contestualmente alla piazza, il governo difende le contromisure adottate per limitare i paralizzanti disagi ai cittadini. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha espresso viva soddisfazione per l’andamento dei servizi:
«La decisione del ministro Matteo Salvini di disporre la precettazione dello sciopero ha contribuito a salvaguardare gli spostamenti quotidiani di milioni di lavoratori, pendolari e cittadini. Pur in presenza di disagi alla viabilità legati alle manifestazioni in alcune città, è stato scongiurato il rischio di una paralisi generalizzata dei servizi di trasporto».
— Nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Torino: piazza gremita e corteo serale
Anche nel capoluogo piemontese la mobilitazione ha raccolto migliaia di manifestanti, promossi dal comitato Torino per Gaza e dagli universitari del Campus Einaudi. Dopo aver sfilato lungo le vie principali sotto lo striscione “Ogni polo sarà una barricata. Noi la guerra non la paghiamo”, in serata la protesta è proseguita verso i Giardini Reali e la Prefettura, senza però sfociare in scontri fisici diretti.
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