SIRACUSA – Una durissima presa di posizione scuote il panorama politico del capoluogo aretuseo. Sulle continue criticità, i cali di pressione e i disservizi che stanno interessando l’erogazione dell’acqua in città è intervenuto l’onorevole Luca Cannata, vicepresidente della Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati, sferrando un attacco frontale all’indirizzo del sindaco di Siracusa Francesco Italia e dell’onorevole Giuseppe Carta.
«Modello fallimentare e mancato controllo pubblico»
Secondo il parlamentare di Fratelli d’Italia, l’attuale situazione della rete idrica è l’emblema di un’incapacità gestionale che penalizza direttamente la cittadinanza:
«Interruzioni, cali di pressione e disservizi continui: la gestione del servizio idrico a Siracusa è diventata il simbolo di un fallimento politico e amministrativo. I cittadini stanno pagando sulla propria pelle le conseguenze di un modello che non garantisce né efficienza né certezze. Il sindaco Francesco Italia e l’on. Giuseppe Carta hanno concepito e sostenuto un modello che oggi mostra tutti i suoi limiti, senza saper governare il passaggio dal vecchio al nuovo gestore e costruendo un sistema che rischia di sfuggire all’effettivo indirizzo pubblico».
Il nodo Aretusacque ed il contenzioso da 21 milioni
Cannata punta i riflettori sullo scontro istituzionale e societario che riguarda la natura giuridica della società di gestione Aretusacque S.p.A., sollecitando la convocazione urgente dell’Assemblea dei Sindaci dell’ATI:
«Nonostante sia emerso apertamente un contrasto sulla natura giuridica di Aretusacque S.p.A., il presidente dell’ATI Francesco Italia non ha ancora riunito l’Assemblea dei Sindaci per affrontare collegialmente la questione. Il parere legale acquisito dall’ATI qualifica la società come soggetta a controllo pubblico, mentre il Consiglio di Gestione sostiene la tesi opposta. A tutto questo si aggiunge il pesantissimo nodo economico del valore di subentro di circa 21 milioni di euro preteso dal precedente gestore. Bisogna impedire che le conseguenze economiche di queste scelte finiscano sulle spalle dei siracusani».
L’appello: «Azzerare i vertici e sfiduciare il sindaco Italia»
A parere del deputato nazionale, la gestione dell’acqua pubblica richiede una svolta drastica ed immediata che travalica il piano tecnico per diventare un caso squisitamente politico:
«Occorre azzerare il Consiglio di Sorveglianza di Aretusacque e determinare una radicale discontinuità nella governance dell’ATI Idrico. Ma serve anche una conseguenza politica: la vicenda dell’acqua è l’ennesima dimostrazione del fallimento dell’amministrazione Italia. Occorre sfiduciare il Sindaco, restituire la parola ai siracusani e consentire alla città di voltare pagina. Siracusa non può continuare a pagare il prezzo di scelte sbagliate e di incapacità di governare i servizi pubblici essenziali».
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