Siracusa, pronto soccorso: altri due casi positivi al Covid-19


L’ospedale Umberto primo di Siracusa sembra ormai un colabrodo. Dopo i due casi di positività accertati ieri nel reparto di oncologia, oggi altri due casi positivi sono stati rilevati e questa volta nuovamente al pronto soccorso. La segnalazione giunge dalla Cgil che mette in evidenza il fatto che si tratti del contagio ancora di un altro medico e di un infermiere che fino a qualche ora fa hanno svolto la propria attività “privi di adeguati Dispositivi di Protezione Individuale, è gravissimo e richiede misure estreme di contenimento.

“Intervengano senza tentennamenti il Prefetto, il Sindaco, le forze di polizia e chiunque ne abbia l’autorità – dice il segretario Alosi – Il rischio ormai acclarato di diffusione incontrollato del contagio è intollerabile. Si chiuda il pronto soccorso, si proceda immediatamente ad attrezzare un’ area alternativa e si sanifichino tempestivamente tutti gli ambienti. E soprattutto si sottopongano immediatamente tutti gli operatori sanitari ai tamponi e li si doti di Dpi utili e in quantità sufficiente. Si tratta di misure che sarebbero dovute essere operative ormai da tempo e che invece ci troviamo ancora lì ad implorare. Basta bugie, menzogne e beceri tentativi di accreditare un’ immagine virtuosa dell’Asp, anche attraverso video e dichiarazioni farlocche, che offendono la verità e l’ intelligenza di tutta la nostra comunità”.

“Abbiamo avuto settimane di vantaggio – dice Alosi – rispetto alle più sfortunate regioni del Nord e le abbiamo sprecate. Quello a cui stiamo assistendo impotenti è sconcertante. Una catena infinita di errori, di superficialità, di disorganizzazione, di arroganza, di assenza di procedure strutturali omogenee insomma di una linea di comando chiara e all’ altezza della situazione. Serve rapidità nelle decisioni, tempestività, flessibilità e chiarezza. Qualcuno assuma il comando responsabile, prima che sia troppo tardi”.

Comments

comments

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.