Troppi furbetti della spesa gratis pizzicati dalla guardia di finanza

Quali sono le famiglie che hanno diritto alla spesa gratis? I criteri sono poco chiari, ma Giuseppe Conte ha facilitato il percorso, spiegando che i soldi saranno erogati solo a coloro che “non riescono ad avere il pranzo e la cena”.

Insomma, la priorità rimane quella di permettere ai cittadini di sfamare i propri figli. Nei Comuni arrivano centinaia di richieste di nuclei familiari in difficoltà. Con l’aiuto del Governo hanno messo in campo tutte le energie a disposizione per dare una risposta velocissima a queste richieste con il supporto dei servizi sociali. Quasi zero burocrazia e beni di prima necessità distribuiti nel minor tempo possibile, anche attraverso i voucher.

Risorse per centinaia di milioni di euro, debitamente ripartite, sono state destinate ai Comuni che convertendole in buoni spesa provvederanno a distribuire alle famiglie che ne hanno reale necessità. Alla domanda secondo il reddito di cittadinanza si ha diritto al buono spesa, la prima risposta è stata: forse.

Ciascun Comune deve predisporre il buono spesa in base a criteri che a quanto pare sono definiti in autonomia. Alcuni moduli che abbiamo avuto modo di esaminare prevedono di inserire nella domanda per ottenere il buono spesai seguenti dati: numerosità del nucleo familiare; se la propria famiglia è già in carico presso i servizi sociali per l’emergenza COVID-19 o meno; se il nucleo è beneficiario o meno di altre forme di sostegno al reddito, visto che si deve dichiarare a priori se si è beneficiari o meno del reddito di cittadinanza.

Sulla questione reddito di cittadinanza e buono spesa, ecco la nota dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) a seguito dell’ordinanza della Protezione civile. Nella nota dell’ANCI si legge che fermo restando la discrezionalità degli Enti locali:“La competenza in merito all’individuazione della platea dei beneficiari ed il relativo contributo è – dall’Ordinanza – attribuita all’Ufficio dei Servizi Sociali di ciascun Comune. L’ufficio individua la platea tra i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 e tra quelli in stato di bisogno.”

E ancora. “L’ufficio darà priorità a quelli non assegnatari di sostegno pubblico ( RdC, Rei, Naspi, indennità di mobilità, cassa integrazione guadagni, altre forme di sostegno previste a livello locale o regionale). Si rileva che ciò non esclude che le risorse possano essere attribuite anche a percettori di altre forme di sostegno pubblico al reddito, ma nell’attribuzione del contributo dovrà darsi priorità a chi tale sostegno non lo riceve.”

Dalla nota dell’ANCI, nella sintesi, si evince che il buono spesa può andare anche a chi percepisce il reddito di cittadinanza fermo restando la priorità di chi non ha alcuna forma di sostegno. Ogni Comune si sta muovendo da sé seguendo le linee ANCI. A chi già incassa il reddito di cittadinanza, comunque può fare richiesta per il buono spesa al proprio Comune compilando e inviando il modulo disponibile sull’Albo pretorio dello stesso. Nella peggiore delle ipotesi la richiesta verrà rigettata.

C.A.

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