Un comitato di natura privatistica (lo STOR-REMESA) creato dall’ex commissario straordinario dell’Istituto Zooprofilattico, Salvatore Seminara, avrebbe intercettato fondi europei e regionali poi usati indebitamente anche per pagare consulenti vicini ad amici e familiari di politici.
Emerge dall’indagine della Procura Europea, ufficio di Palermo, che ha portato al sequestro di 175mila euro e all’iscrizione nel registro degli indagati, oltre che di Seminara, di due dirigenti dell’ente: Maria Daniela Costantino e Gioacchino Basile.
Il meccanismo: fondi pubblici dirottati su un comitato privato
Ingannando gli enti erogatori dei fondi destinati a progetti di salute pubblica – la Regione e l’Ue – Seminara avrebbe fatto accreditare sul conto corrente del comitato (che aveva lo stesso nome di un originario comitato pubblico) denaro poi speso per finalità indebite.
Con la creazione del comitato STOR-REMESA, Salvatore Seminara ha sottratto, di fatto, all’Istituto Zooprofilattico, ente in cui era commissario straordinario, la gestione dei fondi.
“Questo avvicendamento forzato nel governo dello STOR, avvenuto attraverso il ricorso a false attestazioni trasmesse al DASOE, volte all’accreditamento di fondi sul rapporto di conto corrente del ‘comitato STOR-REMESA’ e non più all’IZS Sicilia, ha consentito a Seminara di gestire in maniera privatistica le attività dello STOR e i relativi fondi per un ammontare complessivo di 2.028.874,60 euro, dei quali erogati alla data del 30 giugno 2024 795.351,84 euro”, secondo le indagini.
I consulenti vicini alla deputata Caronia
Tra i politici menzionati nell’indagine di EPPO c’è la deputata regionale Marianna Caronia, ora nel gruppo misto all’Ars. Caronia non è indagata.
“Emerge che l’ingresso di Basile nell’entourage di Seminara presso lo STOR-REMESA sia stato caldeggiato dalla Caronia della quale, Basile, perlomeno fino a maggio del 2024, è stato stretto collaboratore”, scrivono i pm riportando le intercettazioni tra l’ex commissario e il coindagato.
“Altra risorsa contrattualizzata dallo STOR-REMESA durante la prima gestione dell’istituto che, in qualche maniera, risulta vicina alla Caronia è Federica Bonvissuto”, viene fuori dagli accertamenti. “Quest’ultima è infatti la figlia di Angelo Bonvissuto e di Silvana Vitale, entrambi destinatari di misura di prevenzione perché risultati essere contigui all’organizzazione mafiosa ‘Cosa Nostra’”.
E ancora: “altro consulente contrattualizzato dallo STOR-REMESA è Giovanna Chiavetta. Si tratta di una professionista contabile che nel 2017 e nel 2018 ha percepito redditi per prestazioni di lavoro autonomo dalla A.P.R. S.r.l. riconducibile al padre dell’on. Caronia. Dal 2020 al 2022 ha percepito redditi da lavoro dipendente direttamente dalla stessa Marianna Caronia quale addetta alla segreteria, mentre nel 2023 e nel 2024 sempre dal politico in questione ha percepito redditi di lavoro autonomo”.
Tra i contrattualizzati vicini alla parlamentare anche Salvatore Musso e Pietro Crimi, geologo a cui è stata affidata una consulenza nell’ambito di un progetto “climate change”, incarico mai rendicontato dallo STOR, e il nipote della parlamentare regionale Giulio Padiglione, assunto a tempo indeterminato come addetto all’amministrazione del personale dal 2023 al 2024.
