Vicenda Ias Priolo, lunedì il confronto con i nuovi deputati siracusani all’Ars

L’evoluzione del caso Ias, la società che gestisce il depuratore consortile di Priolo Gargallo, preoccupa le organizzazioni sindacali ma ancor di più i dipendenti. È stato fissato per lunedì un incontro cui partecipano i neo deputati regionali e i segretari delle organizzazioni sindacali dei chimici. “Facciamo appello al buonsenso perché in gioco ci sono non soltanto gli interessi dei lavoratori dell’azienda ma il futuro del polo petrolchimico”. Si esprime in questi termini Carmelo Spataro, dipendente dell’Ias che si fa portavoce dei suoi colleghi. Nell’impianto priolese s’è insediato un nuovo amministratore giudiziario che ha il compito di gestire questa fase delicata in attesa che la Procura definisca i termini della vicenda. Gli inquirenti hanno ottenuto una proroga alle indagini, culminate il 15 giugno con il sequestro degli impianti del depuratore consortile. “L’Ias – dice Spataro – è il punto nevralgico dell’intera area industriale. A rischio non c’è soltanto la realtà occupazionale ma una refluenza negativa di carattere nazionale, visto che ne risentirebbe il petrolchimico che assicura oggi il 20% del fabbisogno energetico legato alla raffinazione dei prodotti petroliferi”. 

Spataro sostiene che “fatta salva l’attività giudiziaria della Procura, mi chiedo che se l’ipotesi accusatoria, lontana ancora dall’essere inconfutabile verità processuale, possa determinare un provvedimento abnorme che avrebbe conseguenze disastrose con danni irreparabili per l’intero territorio”. Spataro rivolge il proprio appello alla Regione siciliana, proprietaria, attraverso l’Irsap della maggioranza delle quote di Ias: “Dov’è la proprietà? Dov’è la Regione? Fino ad oggi sono state assenti, eppure non possono sottrarsi ai propri doveri, sanciti dalla convenzione”. 

Intanto, Filctem, Uiltec, e Femca hanno tenuto ieri mattina un sit-in davanti allo stabilimento dell’Ias. 

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