Dopo la diffida inviata al Comune a luglio 2026 dall’Associazione Christiane Reimann per denunciare il grave stato di abbandono del parco di Villa Reimann, il 3 agosto è stato programmato ed eseguito parzialmente lo sfalcio, la potatura di contenimento arbusti e la raccolta materiale di risulta.
L’Associazione Christiane Reimann auspica in una differente gestione della manutenzione, del mantenimento e reimpianto dell’angolo di verde, chiedendo l’intervento del primo cittadino e magari la possibilità che una parte della tassa di soggiorno sia resa fruibile, da parte di cittadini e turisti, per tenere aperta la Villa.
Gli aspetti analizzati dall’Associazione riguardano le 20 unità di manutentori del Gestore del Verde impiegati da lunedì 3 a sabato 8 agosto, facendo notare che 10 unità, per un solo giorno, sono state dislocate alla manutenzione di Villa Reimann (16.000 metri quadri), mentre per le aree della circoscrizione Tiche/via Ramacca/via Caltagirone (con superfici più piccole) vengono programmate 11 unità un giorno e 10 unità per un altro giorno.
Per lo stesso vivaio comunale dalla modesta superficie è impiegata una persona per l’intera settimana. Lo stesso parco Ozanam per 2 giorni ha visto una robusta squadra di operatori. Aspetti che per l’Associazione confermano l’idea che il Parco “sia stato sottovalutato sia nella predisposizione del Bando per l’affidamento del verde cittadino, con le sue esigenze e peculiarità diverse, sia rinunciando alla cura vera e propria a favore di interventi sporadici e limitati spesso al solo percorso per coloro che si sposano in quel luogo“.
Interventi sporadici che non suppliscono le esigenze quotidiane
L’intervento sporadico, come quello evidenziato dall’Associazione, non risolvono un’esigenza fondamentale del Parco che include:
- innaffiamento
- zappettatura
- pacciamatura
A cui si aggiunge anche il roseto storico di ingresso alla Villa ormai considerato estinto e il reimpianto per sostituire gli alberi di agrumi che invecchiano, insieme alle specie esotiche seccate per mancanza di fondi. In assenza di iniziative, come dispone il Testamento, i cittadini devono richiedere di rispettare le volontà testamentarie della donatrice nella cura delle piante. E così sta facendo l’Associazione: “Ricordiamo bene la manutenzione – dicono i membri dell’associazione –, per la prima volta, del giardino della Casa del Custode, la rimozione delle piante infestanti dentro ed attorno alle tombe della zona archeologica, la rimozione di tanti alberi e rami pericolanti e la cura visibile posta in essere che rendevano vivibile il Parco.
Vorremmo essere meno ruvidi, ma questo non dipende da noi ma dal comportamento dei nostri interlocutori che spesso non svolgono sempre un lavoro trasparente e democratico e pensano che non rispondendo alle nostre giuste richieste a favore della Villa ci possano mettere a tacere”.
Tra le iniziative proposte quella delle risorse: “l’Associazione ritiene – concludono – che sarebbe una iniziativa lodevole se su Villa Reimann venisse dirottata ed impiegata una parte delle risorse della tassa di soggiorno per renderla fruibile da parte dei Cittadini e dei Turisti piuttosto che spendere comunque risorse e continuare a tenerla chiusa. Potrebbe essere utile coinvolgere il Primo cittadino in questa nuova rigenerazione della Villa ed alla sua dovuta riapertura“.
.
