C’è chi considera la cucina una tecnica e chi, invece, la vive come un racconto. Per Agostino Iacobucci ogni piatto custodisce una storia fatta di ricordi, territori e tradizioni. Un percorso che parte dalla Campania e arriva in Emilia-Romagna, dove oggi è considerato uno dei protagonisti dell’alta ristorazione italiana.
Nato a Lettere, in provincia di Napoli, Iacobucci cresce in una famiglia in cui il cibo è parte della quotidianità. È tra i fornelli del ristorante della zia che nasce la sua passione per la cucina. Da ragazzo osserva, impara, sperimenta. Poi arrivano gli studi alberghieri e le prime esperienze professionali, durante le quali matura una convinzione che lo accompagnerà per tutta la carriera: il talento, da solo, non basta. Servono disciplina, studio e una continua voglia di migliorarsi.

La svolta arriva con la guida della cucina de La Cantinella, storico ristorante di Napoli, dove conquista la sua prima Stella Michelin. Un riconoscimento importante, che premia non soltanto la qualità della sua cucina, ma anche una visione capace di coniugare rispetto della tradizione e ricerca contemporanea.
Qualche anno dopo decide di affrontare una nuova sfida trasferendosi a Bologna. Alla guida del ristorante I Portici consolida la propria reputazione, confermando il prestigioso riconoscimento della Guida Michelin e affinando ulteriormente uno stile personale sempre più riconoscibile.
Nel 2019 nasce il progetto più ambizioso: il ristorante che porta il suo nome, a Castel Maggiore, alle porte di Bologna. È qui che prende forma una cucina profondamente identitaria, nella quale Napoli ed Emilia non si contrappongono, ma dialogano armoniosamente. Un anno dopo arriva un’altra Stella Michelin, che consacra definitivamente il percorso dello chef.
La sua cucina è costruita attorno alla qualità della materia prima. Ogni ingrediente viene scelto con attenzione, privilegiando stagionalità, freschezza e produzioni del territorio. Il pescato del Mediterraneo incontra le eccellenze emiliane, mentre ricette della tradizione vengono reinterpretate con tecniche moderne, senza mai perdere autenticità. Il risultato è una proposta elegante, essenziale e capace di emozionare senza ricorrere a effetti scenografici.
Ma ciò che rende davvero distintivo il lavoro di Agostino Iacobucci è il legame con le proprie radici. Nei suoi piatti convivono i sapori dell’infanzia, la memoria della cucina napoletana e il rigore acquisito negli anni trascorsi in Emilia. Ogni preparazione racconta un equilibrio tra innovazione e tradizione, tra creatività e rispetto per la cultura gastronomica italiana.
Oggi Agostino Iacobucci è riconosciuto come uno degli interpreti più autorevoli dell’alta cucina italiana. Il suo percorso dimostra che il successo non nasce da scorciatoie, ma da anni di studio, sacrificio e ricerca costante. Una storia che parla di passione, identità e dedizione, e che continua a essere raccontata ogni giorno attraverso i suoi piatti.
Corrado Puliatti
