Le fiamme non smettono di lambire la Sicilia a causa degli incendi dolosi e ancora una volta il rischio, secondo Federparchi Sicilia è così alto da avere il primato negativo di regione più bruciata d’Italia.
Nel 2025 in Sicilia, si sono registrati oltre 49.000 ettari di vegetazione andata in fumo e nel 2023 oltre 45.000 ettari sono stati interessati da incendi. Da diversi anni le regioni del sud Italia sono fra le più colpite d’Italia e la Sicilia risulta essere fra le peggiori.
Un problema di natura criminale
Un problema che nasconde la mano dell’uomo e della criminalità che è diventata un’emergenza nazionale “La Regione Siciliana – dice Marco Mastriani coordinatore regionale di Federparchi Sicilia – nonostante alcuni sforzi fatti potenziando il sistema di spegnimento, non riesce a comprendere che il problema è soprattutto di natura criminale e oltre alla lotta attiva agli incendi boschivi e vegetazionali, con tutte le attività di prevenzione necessarie.
Urge con enorme priorità potenziare il sistema di vigilanza, controllo intelligence, di indagini e di polizia giudiziaria, che contrasti realmente questo grave fenomeno criminale e possa portare all’arresto di criminali incendiari che visto l’enorme fenomeno di questi giorni e di questi anni, che si verifica puntualmente, spesso anche in prossimità delle stesse aree, visto i dati delle enormi delle superfici interessate, non può più essere considerato come caso isolato ma è certamente un sistema criminale”.
L’incontro Federparchi al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
Il 19 giugno del 2024 Federparchi Sicilia ha chiesto e svolto un incontro presso la sede del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica con il Sottosegretario all’Ambiente Sen.Claudio Barbaro, alcuni rappresentati del CUFA (Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari) dell’Arma dei Carabinieri e i rappresentanti dell’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente della Regione Siciliana.
Dall’incontro è emersa la disponibilità, da parte del CUFA dei Carabinieri, di avviare un percorso di collaborazione con la Regione Siciliana per mettere a disposizione della Regione Siciliana le proprie competenze, professionalità anche in campo tecnologico per il contrasto e repressione del fenomeno criminale.
Ma Marco Mastriani si chiede come mai la Regione non ha mai formalizzato e/o richiesto concretamente la collaborazione e quali sono le motivazioni affinché non si concretizzi una importante collaborazione con il CUFA dei Carabinieri che oggi hanno anche a disposizione sofisticati mezzi tecnologici con l’ausilio di immagini satellitari che consentirebbero di facilitare le indagini investigative e poter arrestare i colpevoli di questi disastri ambientali.
Fra l’altro il recente protocollo d’intesa stipulato far il Comando del Corpo Forestale della Regione Siciliana e il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, finalizzato alla formazione del personale del Corpo Forestale della Regione Siciliana presso l’Istituto di formazione dell’Arma dei Carabinieri non riconosce la preparazione e le competenze in materia di formazione e di tutela ambientale dell’Arma, dunque il coordinatore si chiede perché non estendere la collaborazione sul territorio regionale.
Domande senza risposta
Quesiti che posti da due anni e accompagnati da tre campagne antincendio boschivo non hanno risposta. Stessa cosa per risultati concreti in termini di tutela e difesa del patrimonio boschivo. “Si segua l’esempio della Regione Sardegna – dice Mastriani – anch’essa regione a statuto speciale, che per il contrasto al fenomeno del bracconaggio ha appunto avviato una collaborazione con il CUFA dei Carabinieri oppure si segue l’esempio del Parco nazionale Isola di Pantelleria, dove lavorano e si collaborano proficuamente uomini del Corpo Forestale della Regione Siciliana e uomini del CUFA dei Carabinieri per la difesa dell’ambiente e della biodiversità, rafforzando azioni di controllo, vigilanza e presidio sul territorio“.
Il coordinatore invita a una collaborazione urgente fra Regione Siciliana e il CUFA dei Carabinieri per un’emergenza diventata ormai nazionale.
