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Scontri e incendio: clima teso al carcere di Siracusa

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Una giornata di forte tensione alla Casa Circondariale di Siracusa, dove, secondo quanto denunciato dall’OSAPP, si sono verificati diversi episodi che hanno coinvolto il personale di Polizia Penitenziaria, tra incendi, tentativi di scontro tra detenuti e una violenta aggressione ai danni di un agente.
Il sindacato parla di una situazione ormai «di totale emergenza» e denuncia il progressivo deterioramento delle condizioni di sicurezza all’interno dell’istituto.
Incendio vicino alle celle: intervengono i vigili del fuoco
Tra gli episodi segnalati nella mattinata, un incendio appiccato, secondo la ricostruzione sindacale, da alcuni detenuti alle sterpaglie circostanti le celle, utilizzando i propri indumenti.
Le fiamme si sarebbero propagate fino a raggiungere la caldaia esterna dell’istituto, provocandone l’incendio. Il fumo nero sprigionatosi ha reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco per le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza.
Tentativo di irruzione e agente ferito
Sempre durante la mattinata, un secondo episodio avrebbe visto protagonisti alcuni detenuti del Blocco 20, diretti ai colloqui.
Secondo quanto riferito dall’OSAPP, il gruppo avrebbe tentato di raggiungere la sezione nella quale sono ristretti detenuti extracomunitari, con l’intenzione di «regolare conti in sospeso».
Nel corso dell’azione sarebbe stato spinto con violenza un cancello di sbarramento, che avrebbe colpito un agente di Polizia Penitenziaria. Il poliziotto ha dovuto fare ricorso alle cure del pronto soccorso.
Agente trascinato per le scale: 30 giorni di prognosi
L’episodio più grave, sempre secondo la denuncia sindacale, si sarebbe verificato successivamente nel Blocco 20.
Un detenuto, infuriato per i tempi di attesa legati ai colloqui, avrebbe aggredito l’agente in servizio nella sezione. Il poliziotto sarebbe stato scaraventato a terra e trascinato lungo le scale, dal terzo piano fino al piano terra, prima dell’intervento dei colleghi.
L’agente è stato trasportato al pronto soccorso, dove gli sarebbe stata riscontrata una lesione al braccio, con una prognosi di 30 giorni.
L’OSAPP: «Personale senza adeguati strumenti di deterrenza»
Di fronte agli episodi denunciati, l’OSAPP punta il dito contro le condizioni nelle quali è costretto a operare il personale di Polizia Penitenziaria.
La sigla sindacale sostiene che le attuali normative, richiamando anche le rigidità introdotte dalla legislazione in materia di tortura, abbiano progressivamente ridotto gli strumenti a disposizione degli operatori per garantire deterrenza, contenimento e sicurezza.
«Senza un serio contrappeso normativo – sostiene il sindacato – la garanzia dei diritti pende da una parte sola, lasciando le Forze dell’Ordine a pagare le conseguenze di un sistema che ha fallito nel suo ruolo di tutela».
«Serve un intervento immediato»
L’OSAPP chiede quindi un intervento «immediato e straordinario» ai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria e al Ministero della Giustizia.
L’obiettivo, sottolinea il sindacato, è intervenire prima che la situazione possa degenerare ulteriormente e che si verifichino conseguenze ancora più gravi per il personale impegnato quotidianamente all’interno dell’istituto.
La denuncia è firmata da G. Sommariva, Segretario Provinciale OSAPP, che richiama l’attenzione sulla necessità di ristabilire condizioni di sicurezza adeguate per gli agenti di Polizia Penitenziaria.
Le circostanze riportate nell’articolo sono quelle contenute nella nota diffusa dall’organizzazione sindacale; eventuali responsabilità individuali dovranno essere accertate dalle autorità competenti.
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