La grafica diffusa sui social aveva fatto pensare a un contributo pubblico per la docuserie “Svergognata”. Ma il Ministero chiarisce: nessuna richiesta di contributo e nessun finanziamento concesso.
Una cifra, una grafica e un titolo destinato inevitabilmente a far discutere. Nelle ultime ore sui social è circolata la notizia secondo cui il Ministero della Cultura avrebbe finanziato con circa 100 mila euro la realizzazione di una serie dedicata a Rita De Crescenzo. Una notizia che ha immediatamente alimentato polemiche e reazioni, soprattutto per il presunto utilizzo di denaro pubblico.
Ma la ricostruzione non corrisponde alla realtà.
A smentire la notizia è lo stesso Ministero della Cultura, che ha chiarito come per la docuserie “Svergognata” non sia stata presentata alcuna domanda di contributo pubblico e che non sia stato concesso alcun finanziamento, tax credit o altra forma di sostegno economico da parte del Ministero.
Da dove nasce, allora, la confusione?
Il progetto risulta effettivamente presente nei sistemi della Direzione generale Cinema e audiovisivo del Ministero. Nella documentazione compare anche un costo di produzione superiore al milione di euro. Ed è proprio questo elemento che potrebbe aver generato l’equivoco.
Un costo di produzione, tuttavia, non equivale a un finanziamento pubblico.
La presenza di un’opera all’interno di un database ministeriale e il relativo procedimento amministrativo non significano automaticamente che lo Stato abbia versato denaro per realizzarla. Nel caso di “Svergognata”, secondo quanto precisato dal Ministero, non risultano contributi pubblici concessi.
Resta l’interesse mediatico intorno alla docuserie e alla figura di Rita De Crescenzo, ma una cosa è parlare del progetto e del suo costo di produzione, altra cosa è sostenere che il Ministero della Cultura abbia stanziato 100 mila euro di denaro pubblico per realizzarlo.
Il Ministero: nessun finanziamento per la docu-serie “Svergognata”
