Il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente contesta il Comune di Siracusa l’uso dei fondi per opere pubbliche che invece potrebbe sostenere i privati a ristrutturare gli immobili.
La contestazione riguarda in particolare la linea seguita dal 2021 in poi dalla Giunta Italia, ritenendo che la progressiva destinazione delle risorse, a interventi diversi dai contributi ai privati, abbia alterato la finalità originaria della normativa speciale, nata per sostenere il recupero del patrimonio edilizio privato di Ortigia e oggi sempre più compressa da scelte di spesa che ne rallentano o ne impediscono la principale destinazione.
La normativa regionale, accanto ai contributi destinati al recupero degli immobili privati, con l’art. 17 della L.R. 18 maggio 1996, n. 34, che sostituisce l’art. 13 della L.R. 7 maggio 1976, n. 70, prevede che con i fondi della legge siano “altresì finanziabili” progettazioni, studi, opere di urbanizzazione primaria e di arredo urbano finalizzati al recupero del centro storico.
Finanziamento e opere pubbliche
Il punto controverso per il Comitato riguarda l’estensione effettiva di questa possibilità e il rapporto tra il finanziamento delle opere pubbliche accessorie e l’originario sistema di sostegno al recupero degli immobili privati.
“Riteniamo – dice il portavoce Davide Biondini – non convincente una lettura meramente letterale ed estensiva della previsione normativa, se interpretata come attribuzione al Comune di una facoltà pienamente alternativa, totalmente discrezionale e sostitutiva rispetto al sistema dei contributi ai privati, e non riteniamo coerente con la finalità della norma una destinazione percentualmente così elevata delle risorse annuali per interventi diversi dai contributi ai privati”.
Sulla base degli atti esaminati negli ultimi 5 anni, il Comune ha destinato circa 4,75 milioni di euro a opere pubbliche generiche o a destinazioni diverse dai contributi ai privati, senza una base istruttoria adeguata. La quota privata è progressivamente diminuita: dal 100% ai privati dell’annualità 2020 si è passati al 40% nel 2021, al 50% nel 2022, al 28,6% nel 2023, fino all’azzeramento totale nel 2025, quando l’intero milione di euro disponibile è stato destinato a interventi pubblici. Nel 2026 il Comune è tornato a destinare ai privati il 50% del milione assegnato, riservando l’altra metà alle opere pubbliche.
Richiesta di un confronto per valutare i criteri per i fondi da destinare a privati
Secondo il Comitato il capitale speso in questi anni per opere pubbliche equivarrebbe al sostegno di almeno 100 domande private. “Ed è proprio questo il punto che vogliamo portare alla luce – dice Biondini -: con quali criteri il Comune decide ogni anno quanta parte dei fondi destinare ai privati e quanta alle opere pubbliche? Questi criteri sono stati predeterminati, motivati e resi conoscibili? È stato valutato l’effetto di tali scelte sulle domande pendenti e sui cittadini che attendono da decenni?
Il Comitato sta lavorando sul piano documentale, amministrativo e giuridico per ottenere risposte precise e verificare la correttezza dell’interpretazione seguita dal Comune“.
L’obiettivo rimane per il Comitato la tutela delle aspettative dei cittadini che attendono il contributo e che hanno presentato le proprie istanze confidando nello scorrimento della lista di attesa, alimentato dalle risorse che la Regione ha continuato ad assegnare annualmente.
