Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha respinto le richieste di rallentare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e di introdurre nuove regole per evitare che la tecnologia possa sfuggire al controllo umano.
Le dichiarazioni arrivano dopo l’allarme lanciato da alcuni dei principali colossi americani del settore, preoccupati per la rapidità con cui stanno evolvendo i sistemi di IA e per i rischi legati alla loro autonomia.
«Possiamo introdurre misure di salvaguardia, possiamo fare questo e quello, ma credo che ci siano molte forze negative che sollevano la questione, tirando in ballo scenari che non si verificheranno», ha dichiarato Trump.
Il presidente ha poi sottolineato il vantaggio degli Stati Uniti nella competizione tecnologica con la Cina: «Siamo in vantaggio rispetto alla Cina nell’IA, siamo il Paese più avanzato al mondo. E, francamente, voglio che resti così, perché chi vince la sfida dell’IA vince tutto».
Trump ha aggiunto di aver coniato personalmente questa espressione, definendola «vera».
L’allarme di Dario Amodei
Tra le voci più critiche nei confronti dell’attuale ritmo di sviluppo c’è quella di Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic. Secondo il manager italoamericano, l’intelligenza artificiale sta progredendo a un ritmo «esponenziale», una situazione che rappresenterebbe un «segnale d’allarme» per l’intero settore.
Amodei ha avvertito che, senza un rallentamento e senza adeguate misure di sicurezza, nel giro di 6-12 mesi l’IA potrebbe arrivare a guidare uno sciame di agenti autonomi in grado di assumere il controllo dell’intero Internet.
«Non credo di aver compreso appieno cosa avrebbe significato davvero un progresso così rapido», ha ammesso in un’intervista a Cbs News, della quale è stata diffusa un’anticipazione prima della messa in onda durante il programma Cbs News Sunday Morning.
Amodei ha descritto lo sviluppo dell’IA come una progressione numerica: «Uno, poi due, poi quattro, poi otto, poi 16, poi 32». A suo giudizio, la tecnologia si trova già su una curva che «sta iniziando a farsi ripida».
«Non significa che dobbiamo farci prendere dal panico oggi. Non significa che dobbiamo bloccare tutto», ha precisato. «È però un segnale d’allarme: dobbiamo rallentare».
Il piano di Anthropic
Secondo Amodei, le misure di sicurezza devono evolversi alla stessa velocità della tecnologia. In un post pubblicato sul blog di Anthropic, il manager ha invitato le aziende del settore a procedere con maggiore cautela e a considerare la prevenzione dei rischi una priorità.
La proposta ha ricevuto il sostegno di Elon Musk, fondatore di SpaceX, e di Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI.
Amodei ha inoltre delineato un piano in tre punti per «gestire il ritmo di avanzamento della frontiera tecnologica». La proposta prevede l’impiego di valutatori interni, il coordinamento democratico e una maggiore cooperazione a livello globale.
«Se gestita con attenzione, l’IA può essere l’ultimo di una lunga serie di miracoli tecnologici che hanno elevato e nobilitato l’umanità», ha scritto Amodei. «Ma, come molte tecnologie precedenti, comporta dei rischi e, trattandosi di
