Ci sono giornalisti che attraversano le redazioni e giornalisti che, nel tempo, finiscono per diventare parte della storia stessa di un mezzo di comunicazione. Mihaela Helmis appartiene a questa seconda categoria.
La sua è una carriera costruita lontano dalla ricerca della visibilità facile, dentro quella particolare dimensione del giornalismo radiofonico nella quale il valore di una professionista si misura soprattutto dalla qualità delle domande, dalla capacità di ascoltare e dalla cura con cui una storia viene consegnata al pubblico.
Nata a Sibiu il 14 ottobre 1960 e laureata in Filosofia e Storia all’Università di Bucarest, Helmis ha iniziato il proprio percorso professionale nel giornalismo attraverso la scrittura e le collaborazioni con pubblicazioni culturali. Successivamente è approdata alla radio, avviando una collaborazione con il Programma 3 di Radio România e, dal 1988, con la redazione delle trasmissioni sociali, economiche e politiche della Radio-Televisione romena.
Dal 1991 il suo percorso entra in una fase decisiva. Arrivano le esperienze nelle redazioni dedicate ai giovani e numerose trasmissioni che le consentono di sperimentare linguaggi, temi e forme diverse del racconto radiofonico. Nel 1996 entra nella redazione socio-economica di Radio România Actualități; negli anni successivi assume responsabilità crescenti fino a diventare vice caporedattrice della sezione Cultura-Educazione-Giovani.
È però soprattutto attraverso il giornalismo culturale che Mihaela Helmis costruisce la propria cifra professionale.
Libri, scrittori, editori, biblioteche, musei, teatro, arti visive, festival, storia e ricerca diventano materia quotidiana di un lavoro che non si limita alla cronaca dell’evento. Il suo obiettivo è spesso quello di andare oltre la notizia per restituire agli ascoltatori il significato di una personalità, di un’opera o di una pagina della memoria collettiva.
Particolarmente significativa è la sua attività nel campo del radiodocumentario artistico, genere nel quale ha realizzato lavori premiati sia in Romania sia in competizioni internazionali. Parallelamente ha curato programmi e rubriche e, negli ultimi anni, ha legato il proprio nome anche alla trasmissione Academica, attraverso la quale ha raccontato protagonisti della cultura e della ricerca.
Le sue interviste mostrano con chiarezza questa impostazione. Nel 2025, per esempio, ha dedicato una puntata di Academica a Octavian Lazăr Cosma, membro titolare dell’Accademia Romena e autore della monumentale storia della musica romena. Nello stesso programma ha incontrato personalità come la storica Georgeta Filitti, membro d’onore dell’Accademia Romena.
È un giornalismo nel quale la cultura non viene trattata come una parentesi rispetto all’attualità, ma come una delle sue forme più profonde.
E proprio il riconoscimento dell’ambiente culturale romeno ha accompagnato la sua lunga attività professionale.
Nel 2019 Mihaela Helmis è stata premiata dall’Accademia Romena con una Distinzione Culturale. Nel 2022, alla XXIV edizione dei Premi APLER, le è stato assegnato il riconoscimento per il Giornalismo culturale, accompagnato dalla sottolineatura dei suoi quasi quarant’anni di attività nel servizio radiofonico pubblico.
Nel novembre 2025 è arrivato un ulteriore riconoscimento alla lunga carriera: il Premio Opera Omnia HESPERUS, conferito durante la Gala Premiilor HESPERUS alla Biblioteca Metropolitana di Bucarest.
Sono riconoscimenti diversi, ma accomunati da un elemento: la continuità.
Perché la carriera di Mihaela Helmis racconta anche una stagione del giornalismo nella quale la radio pubblica ha rappresentato un luogo privilegiato di incontro tra informazione e cultura. Una stagione che ha attraversato trasformazioni tecnologiche, cambiamenti editoriali e generazioni di ascoltatori senza rinunciare alla centralità della parola.
Oggi il suo archivio professionale continua ad alimentarsi.
La pagina degli autori di Radio România Actualități raccoglie centinaia di suoi articoli e servizi, a testimonianza di un’attività tutt’altro che conclusa.
La cifra di Mihaela Helmis, dunque, non sta soltanto nella longevità della carriera. Sta nella capacità di aver trasformato la radio in uno spazio di memoria, approfondimento e conoscenza.
In un sistema dell’informazione sempre più dominato dalla velocità, la sua esperienza ricorda che esiste ancora un altro tempo del giornalismo: quello necessario per documentarsi, per ascoltare una persona, per formulare una domanda e per lasciare che una storia trovi la propria voce.
Ed è forse proprio questa la traccia più importante lasciata da Mihaela Helmis: aver dimostrato, attraverso decenni di lavoro, che la radio può informare senza rumore e raccontare la cultura senza renderla distante. Una voce, prima ancora che una firma, diventata parte della memoria del servizio pubblico romeno.
