Lo smembramento del Libero Consorzio Siracusa tra Catania e Ragusa suscita polemiche, ma arriva la smentita dei Consiglieri del Consorzio. Secondo i quali nessuno intende svendere, dividere o cancellare la provincia di Siracusa.
Quella del Presidente Michelangelo Giansiracusa è stata una chiara provocazione politica, nata da una situazione finanziaria grave e persistente rimasta ancora senza risposta: l’assenza di risposte strutturali dall’alto come accaduto in tanti altri casi di default economico di Comuni e Province.
Il Libero Consorzio di Siracusa è tornato ad avere un Presidente e un Consiglio eletti soltanto nell’aprile del 2025, dopo oltre 10 anni di commissariamento. Un ente, secondo i Consiglieri, ereditato con dissesto finanziario nel 2018, impoverito nelle risorse economiche, ridotto nel personale e costretto per anni a fronteggiare difficoltà nello svolgimento di funzioni essenziali:
- manutenzione delle strade provinciali
- sicurezza degli edifici scolastici
- tutela dell’ambiente
- programmazione del territorio.
Un’eredità che pesa
Il dissesto e le difficoltà del Libero Consorzio sono il risultato di una lunga stagione di incertezza istituzionale, tagli, prelievi finanziari e riforme incompiute che hanno lasciato le ex Province siciliane con responsabilità enormi e risorse insufficienti.
“Dal 2025 la Provincia – dicono i Consiglieri – ha ripreso vita con il Presidente, il Consiglio e gli uffici attivi per ricostruire la credibilità dell’Ente, recuperare risorse e ristabilire un rapporto diretto con i ventuno Comuni del territorio.
Noi Consiglieri provinciali, come il Presidente Giansiracusa, svolgiamo questo impegno senza percepire alcuna indennità, mettendo gratuitamente a disposizione tempo, competenze e responsabilità istituzionale”.
L’attacco a chi cerca di risollevare l’ente desta sorpresa per i consiglieri che propongono di individuare i percorsi e le conseguenti iniziative legislative per garantire al Libero Consorzio di Siracusa risorse stabili, personale adeguato e piena capacità di svolgere le proprie funzioni.
“L’obiettivo del presidente Giansiracusa – dicono i Consiglieri – sin dal consiglio del 13 giugno 2025 è quello di individuare un percorso che dia risoluzione strutturale al dissesto economico causato dal prelievo forzoso. Se esistono iniziative concrete in tal senso, atti parlamentari, stanziamenti o soluzioni concrete, li si indichi, altrimenti si taccia. Non si può chiedere il silenzio a chi denuncia una condizione che cittadini, amministratori e dipendenti dell’Ente vivono ogni giorno“.
I Consiglieri fanno sapere di essere pronti al confronto “sui fatti e sulle proposte, non deformando una provocazione politica per chiedere le dimissioni di chi, dal primo giorno del proprio insediamento, lavora per ricostruire ciò che per troppo tempo è stato lasciato totalmente trascurato e abbandonato. Siracusa non si svende e non si divide. Proprio per questo non può più essere lasciata sola“.
