Bonus nidi d’infanzia, la Provincia di Trento rafforza il sostegno alle famiglie

Nuovi contributi fino al 100% della quota residua per i primi due figli e rimborsi annui fino a 2.500 euro. La misura punta a favorire la natalità, l’occupazione femminile e la conciliazione tra vita familiare e lavoro
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La Provincia autonoma di Trento rafforza le politiche a sostegno delle famiglie e della natalità con una nuova disciplina economica per l’abbattimento delle tariffe dei servizi educativi e conciliativi della prima infanzia.

Il provvedimento, approvato dalla Giunta provinciale, è rivolto ai nuclei familiari residenti in provincia di Trento e riguarda i primi due figli. La misura potrà coprire fino al 100% della quota residua a carico delle famiglie, con rimborsi annui che potranno arrivare fino a 2.500 euro.

L’obiettivo è rendere più accessibili i servizi per la prima infanzia e sostenere i genitori nella conciliazione tra tempi familiari e lavorativi.

Un intervento inserito in un piano più ampio

Il nuovo bonus nidi si inserisce in un percorso più ampio di politiche familiari promosso dalla Provincia autonoma di Trento.

«Questo nuovo intervento sui nidi d’infanzia non è un provvedimento isolato, ma si inserisce in un percorso organico e strutturato che la Giunta sta portando avanti per affiancare i nuclei familiari in tutte le fasi della loro crescita», commenta il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti.

Il presidente richiama anche le altre misure già attivate o previste dall’amministrazione, tra cui l’assegno per il terzo figlio, la riforma della quota A dell’assegno unico, le azioni per la rivitalizzazione dei Comuni a rischio spopolamento, il Bando Casa per l’acquisto e la ristrutturazione della prima abitazione e il bonus trasporti destinato a mitigare l’aumento dei costi dei carburanti.

«L’obiettivo comune di tutti questi tasselli è dare risposte solide e di lungo periodo alle famiglie», aggiunge Fugatti.

Sostegno alla natalità e all’occupazione femminile

La nuova misura rappresenta, secondo la Provincia, un investimento significativo sul bilancio pubblico e punta a sostenere concretamente le famiglie, favorendo al tempo stesso la partecipazione delle donne al mercato del lavoro.

«La Provincia crede nella famiglia e, con questa misura che richiede un investimento importante sul bilancio pubblico, dimostra di sostenere la natalità con un intervento economico significativo e in una logica di continua innovazione dei servizi», afferma il vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico, Lavoro, Famiglia, Università e Ricerca, Achille Spinelli.

Il provvedimento si affianca alle altre iniziative provinciali, tra cui il Bonus terzo figlio, entrato a regime nel mese di luglio.

«La Provincia intende confermare il suo impegno verso le famiglie e il sostegno all’occupazione femminile, alla residenza e permanenza sui territori e all’attrattività territoriale per la realizzazione dei progetti di vita delle famiglie», conclude Spinelli.

La nuova disciplina punta quindi a ridurre il peso economico dei servizi per la prima infanzia, sostenendo i nuclei familiari nei primi anni di vita dei figli e contribuendo a rendere il territorio trentino più accessibile e attrattivo per le famiglie.

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