Il caso Tekra-Risam torna al centro del dibattito politico e amministrativo a Siracusa, mentre cresce l’attenzione sulle possibili ripercussioni per il servizio di igiene urbana e per i lavoratori. Il Consiglio comunale è chiamato ad affrontare la questione nella seduta del 30 settembre, quando sarà discussa l’interrogazione presentata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia e protocollata lo scorso 7 settembre.
Al centro dell’interrogazione c’è la situazione di Tekra e, più in generale, il rapporto con Risam, società che dal primo febbraio 2026 gestisce l’appalto attraverso il contratto di affitto di ramo d’azienda sottoscritto il 22 dicembre 2025.
I consiglieri chiedono all’Amministrazione comunale di chiarire quale sia oggi lo stato del procedimento unitario n. 122/2026 relativo a Tekra e quali provvedimenti siano stati eventualmente adottati dal Tribunale di Nocera Inferiore. Secondo quanto riportato dalla stampa sulla base delle risultanze del Registro delle imprese, nel luglio scorso Tekra avrebbe presentato una domanda di accesso a uno strumento di regolazione della crisi e dell’insolvenza, riservandosi di depositare successivamente la documentazione prevista.
Un elemento che, sottolineano da Fratelli d’Italia, deve essere tenuto distinto da qualsiasi eventuale procedura di liquidazione giudiziale: la semplice presentazione della domanda non consente infatti, in assenza di ulteriori atti ufficiali, di affermare che una liquidazione sia stata disposta.
L’interrogazione punta quindi a conoscere l’effettivo stato della procedura, gli eventuali provvedimenti adottati e le possibili conseguenze sui rapporti contrattuali e sulla disponibilità dei beni riconducibili a Tekra. Particolare attenzione viene riservata ai mezzi utilizzati per il servizio e ai rapporti economici e organizzativi ancora esistenti tra Tekra e Risam.
Un altro capitolo riguarda infatti la disponibilità dei mezzi per la raccolta. L’accordo prevedeva, secondo quanto riportato nell’interrogazione, un periodo iniziale di sei mesi nel quale i mezzi riconducibili a Tekra sarebbero stati messi a disposizione di Risam. Un periodo ormai trascorso. Da qui la richiesta di sapere se tale rapporto sia stato prorogato o rinnovato, a quali condizioni e per quale durata, oppure se Risam abbia nel frattempo acquistato mezzi propri o reperito veicoli da altri soggetti.
Per il gruppo di Fratelli d’Italia si tratta di informazioni essenziali per comprendere quale sia l’attuale assetto organizzativo e quali garanzie esistano per la continuità del servizio.
Sul tavolo c’è anche la questione delle trattenute effettuate sulle retribuzioni di alcuni dipendenti per il rimborso di finanziamenti mediante cessione del quinto. Secondo quanto segnalato, alcune somme trattenute da Tekra non sarebbero state successivamente riversate alle società finanziarie. Nel frattempo, le trattenute sulle retribuzioni dei lavoratori proseguirebbero con Risam.
I consiglieri chiedono quindi di chiarire la destinazione delle somme e di verificare la regolarizzazione delle posizioni, affinché eventuali conseguenze economiche non ricadano sui lavoratori. Fratelli d’Italia sollecita inoltre le organizzazioni sindacali a riferire sulle verifiche svolte dopo gli accordi sottoscritti in occasione del passaggio del ramo d’azienda e sulle iniziative intraprese a tutela dei dipendenti.
A complicare ulteriormente il quadro sono arrivate, nelle ultime ore, notizie di stampa relative a un’inchiesta penale e a sequestri che avrebbero interessato imprese operanti anche nel settore dei rifiuti. Su questo punto, tuttavia, viene sottolineata la necessità di prudenza: allo stato, in assenza di atti ufficiali acquisiti, non vengono stabiliti collegamenti tra quelle vicende e Tekra o Risam, né con il servizio svolto a Siracusa.
Parallelamente, anche il Movimento 5 Stelle di Siracusa ha preso posizione sulla vicenda. In una nota firmata da Giuseppe Mirabella, rappresentante del Gruppo territoriale, si sostiene che Tekra e Risam sarebbero state sottoposte a sequestro e ad amministrazione giudiziaria da parte della Guardia di Finanza di Salerno. Il M5S collega la vicenda alle già esistenti criticità del servizio di igiene urbana e accusa l’Amministrazione comunale di non avere assunto, a suo giudizio, iniziative sufficienti per tutelare la città, i lavoratori e la continuità del servizio.
Nel mirino del Movimento finiscono anche il Sindaco, l’assessore competente e il Direttore esecutivo del contratto, ai quali viene attribuita una responsabilità politica e amministrativa sulla gestione dell’appalto. Il M5S solleva inoltre la questione della prossima scadenza dell’affidamento e chiede di conoscere lo stato di predisposizione del nuovo progetto di gara.
La preoccupazione riguarda, in particolare, il rischio che le difficoltà legate all’attuale gestore possano tradursi in ulteriori problemi nella raccolta dei rifiuti e che, alla scadenza dell’appalto, si possa fare ricorso a nuove proroghe nelle more dell’individuazione del futuro affidatario.
Il 30 settembre, dunque, l’Amministrazione sarà chiamata a fornire chiarimenti su più fronti: stato della procedura relativa a Tekra, effetti sul rapporto con Risam, disponibilità e titolarità dei mezzi, situazione dei lavoratori, eventuali conseguenze delle vicende giudiziarie e stato delle procedure per il futuro affidamento del servizio.
«Prendiamo atto delle rassicurazioni sulla regolarità del servizio e dell’acquisizione di documentazione annunciate dall’assessore Aloschi a inizio settembre», sottolinea Fratelli d’Italia. «Nella seduta del 30 settembre ci aspettiamo di conoscere gli esiti di quel lavoro e le valutazioni dell’Amministrazione».
La seduta consiliare rappresenterà quindi un passaggio importante per fare chiarezza su una vicenda nella quale si intrecciano crisi d’impresa, rapporti contrattuali, tutela dei lavoratori e continuità di un servizio essenziale per la città. Saranno soprattutto gli atti ufficiali e le risposte dell’Amministrazione a consentire di definire con maggiore precisione il quadro e le eventuali conseguenze per Siracusa.
