Il nodo del deposito cauzionale nelle bollette dell’acqua resta aperto. A sollevarlo è la CGIL, che chiede ad Aretusacque e al presidente del Comitato di Sorveglianza, Giuseppe Assenza, una risposta chiara sulla possibilità che il nuovo gestore introduca il deposito cauzionale nelle fatturazioni successive a quelle attualmente in emissione.
Assenza ha dichiarato che un eventuale addebito di 300 euro non trova riscontro in nessuna delle bollette attualmente in fase di emissione. Una precisazione di cui la CGIL prende atto, annunciando che verificherà direttamente le prime fatture.
Secondo il sindacato, però, la dichiarazione non chiarisce cosa accadrà con le bollette successive.
«Quella rassicurazione riguarda solo le bollette imminenti – sottolinea la CGIL – e non equivale a un impegno a rinunciare al deposito cauzionale. Su questo punto non si possono mischiare le carte».
Il riferimento alle norme ARERA
La CGIL interviene anche sul richiamo alla disciplina dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. In particolare, l’articolo 3.1 della deliberazione 86/2013/R/idr prevede che il gestore «può richiedere all’utente finale» il deposito cauzionale, secondo le condizioni e i limiti stabiliti dalla normativa.
Per il sindacato, dunque, la formulazione della norma va distinta dall’idea di un obbligo automatico.
«ARERA regola le condizioni di un’eventuale richiesta; non obbliga ogni gestore a imporla», sostiene la CGIL, secondo cui presentare il deposito come un prelievo inevitabile rischierebbe di non rendere evidente la responsabilità della scelta gestionale.
La richiesta: dire se il deposito ci sarà e quando
La richiesta rivolta ad Aretusacque è quindi precisa: chiarire se il deposito cauzionale sarà applicato, a partire da quale fatturazione, sulla base di quale atto e secondo quali importi e criteri.
Il sindacato chiede inoltre al presidente Assenza di smentire esplicitamente eventuali dichiarazioni attribuite ai vertici della società qualora non corrispondessero alla posizione effettiva del gestore.
«Se l’addebito è previsto, se ne assuma la responsabilità davanti alla città», afferma la CGIL.
«La vigilanza deve riguardare anche la trasparenza»
Il presidente del Comitato di Sorveglianza ha annunciato il proprio impegno a vigilare sulla corretta applicazione delle norme. La CGIL afferma di voler prendere sul serio questo impegno, chiedendo che il controllo riguardi anche la trasparenza delle decisioni e le conseguenze economiche per gli utenti.
Il tema, sottolinea il sindacato, riguarda in particolare lavoratori, pensionati e famiglie che già devono sostenere una crescente pressione sulle spese essenziali.
«L’acqua è un servizio pubblico fondamentale – sostiene la CGIL – e ogni ulteriore somma richiesta agli utenti merita spiegazioni puntuali e un confronto preventivo».
Incontro con il Comitato di Sorveglianza
La CGIL accoglie intanto la convocazione dell’incontro annunciato dal presidente del Comitato di Sorveglianza. L’appuntamento, secondo il sindacato, dovrà servire a ottenere risposte documentate sul deposito cauzionale e ad affrontare più in generale le questioni ancora aperte legate alla nuova gestione del servizio idrico.
Nel frattempo, la CGIL annuncia che procederà all’esame delle prime bollette e degli atti relativi alla gestione.
«Se si deciderà di trasferire nuovi oneri sulle famiglie, la CGIL promuoverà tutte le iniziative sindacali necessarie per difendere gli utenti, a partire dai più fragili».
