Supera la metà della rete nazionale l’adesione al price cap sui carburanti. Secondo i dati aggiornati dall’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), oltre 10mila impianti in tutta Italia hanno recepito il tetto massimo ai prezzi, pari al 51,7% per la benzina e al 52,2% per il diesel.
Nello specifico, sono 10.413 i punti vendita che distribuiscono la benzina a un prezzo inferiore ai 2 euro al litro (su 20.141 rilevati), mentre 10.519 impianti erogano il gasolio sotto la soglia dei 2,20 euro al litro (su 20.147).
La misura, nata su impulso del Governo e avviata inizialmente da Eni, ha progressivamente registrato l’adesione dei principali operatori del settore, tra cui IP-Socar, Q8 e Tamoil. Questa estensione capillare ha favorito una contrazione dei prezzi medi sulla rete stradale, attestatisi a 2,052 euro al litro per la benzina e a 2,247 euro per il gasolio.
Soddisfazione è stata espressa dal ministro Adolfo Urso: “Un riscontro di gran lunga superiore alle previsioni: in pochi giorni il price cap ha superato la metà della rete nazionale. È un risultato significativo che conferma la validità di un modello di responsabilità sociale, capace di rappresentare un esempio anche a livello europeo”.
