Delitto di Garlasco, lo sfogo dei genitori di Chiara Poggi a Verissimo: “Per noi il colpevole resta Stasi. Basta circo mediatico”

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GARLASCO (PAVIA) – Dopo un lungo silenzio rotto solo dalla presenza delle telecamere, Giuseppe e Rita Poggi, i genitori di Chiara Poggi — la ventiseienne uccisa nella sua villetta di Garlasco il 13 agosto 2007 —, sono tornati a parlare in televisione ospitanti della trasmissione Verissimo su Canale 5. Un intervento accorato e fermo per ribadire la propria posizione sulla sentenza definitiva, denunciare la pressione mediatica dell’ultimo anno e mezzo e riaffermare la memoria della figlia.

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I punti chiave delle dichiarazioni

  • La posizione sulla sentenza: “Per noi il colpevole è Alberto Stasi: ci sono stati 5 processi e 8 anni di dibattimenti”.
  • L’apertura ai giudici: “Se la giustizia e una nuova indagine ci daranno un nome diverso, ne prenderemo atto”.
  • L’attacco al ‘circo mediatico’: Denunciata la sovraesposizione tv che ha messo “Chiara in un angolo”, dimenticando la vittima.
  • La difesa della famiglia e dei legali: Feriti dalle speculazioni sul fratello Marco e dagli attacchi social a consulenti e avvocati.
  • Il risarcimento: I versamenti di Stasi giacciono intonsi su un conto dedicato: “Restituirli non sarà un problema se cambierà la verità giudiziaria”.

“Cinque processi e otto anni: per noi vale la verità dello Stato”

Sull’eventualità che le nuove verifiche della Procura possano riaprire il caso, la linea della famiglia Poggi resta ancorata al percorso giudiziario già compiuto.

“Abbiamo fatto cinque processi, otto anni di iter giudiziario”, ha spiegato il padre Giuseppe Poggi. “Non è che ci intestardiamo, ma non è che perché una procura fa un’indagine allora si accende una lampadina e si cambia idea dall’oggi al domani. Se la giustizia italiana ci darà un nuovo colpevole, ne prenderemo atto”.

Gli fa eco la madre, Rita Poggi: “Per noi vale la sentenza dello Stato italiano. Ci sono stati ricorsi e gradi di giudizio: fino a quando la giustizia non dirà un altro nome, per noi il colpevole resta Stasi”.

Lo sfogo contro la gogna TV: “Hanno sporcato la memoria di Chiara”

A spingere i coniugi Poggi a rompere il riserva è stata soprattutto la stanchezza per l’incessante clamore mediatico che ha circondato la vicenda nell’ultimo anno e mezzo.

“Siamo venuti in tv solo per parlare di Chiara, perché in questo periodo di lei si è parlato troppo poco”, hanno confidato con amarezza. “In questo circo mediatico sembrava quasi che la colpevole fosse lei. In certi giorni ho contato fino a sette trasmissioni televisive che parlavano del caso. Il Comune ha dovuto persino chiudere la strada ai non residenti per fermare l’assedio dei giornalisti”.

Particolarmente dolorosi sono stati i rumors diffusi da alcune testate e i violenti attacchi registrati sulle piattaforme social: “Quando un settimanale scrive che nostro figlio Marco sarebbe tornato a Garlasco di notte per uccidere la sorella, è un’altra pugnalata. Marco ha sofferto immensamente, da solo e per noi. E ci ha fatto male vedere attaccati sui social anche i nostri legali e consulenti, che per noi sono diventati di famiglia”.

Il capitolo risarcimento e i rapporti con la famiglia Stasi

Interpellati sulla questione del risarcimento economico, i genitori di Chiara hanno chiarito la gestione dei fondi versati da Alberto Stasi. Esiste un conto corrente cointestato su cui confluiscono i due quinti dello stipendio che Stasi percepisce dal lavoro all’interno del carcere: “Quei soldi sono lì sul conto, intatti. Se la giustizia dovesse dire qualcos’altro, restituirli non sarà un problema”.

Nessuna apertura, infine, a un eventuale incontro con i familiari di Stasi o con l’ex fidanzato della figlia: “Non è il momento di incontrarci. All’inizio gli credevamo, ma con il prosieguo delle indagini e l’ingresso in carcere abbiamo interrotto i rapporti per opportunità. Se dovessi incontrarlo per strada non so come reagirei, non posso prevedere il futuro”, ha concluso Giuseppe Poggi.

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