FdI lancia a Palermo la campagna «Nessuna resti nascosta» contro il velo integrale: è scontro aperto con il Pd

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PALERMO – Esplode la polemica politica a Palermo sul tema dell’integrazione e dei diritti delle donne. Fratelli d’Italia promuove anche nel capoluogo siciliano la campagna nazionale “Nessuna resti nascosta”, una raccolta firme a sostegno della proposta di legge parlamentare per vietare il velo integrale (burqa e niqab) nei luoghi pubblici e contrastare il separatismo religioso e l’integralismo islamico.

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L’appuntamento è fissato per domenica 18 ottobre, alle ore 10:30 in via Magliocco, dove si riuniranno i vertici nazionali, regionali e comunali del partito. Tra i presenti annunciati figurano la responsabile nazionale immigrazione Sara Kelany, il commissario regionale Luca Sbardella, i coordinatori provinciali Raoul Russo e Antonio Rini, la deputata Carolina Varchi, il deputato ARS Fabrizio Ferrara, gli assessori regionali Alessandro Aricò e Francesco Scarpinato, l’europarlamentare Giuseppe Milazzo, il sottosegretario Giampiero Cannella, l’assessore Dario Falzone e la vicesindaca Brigida Alaimo.

Le ragioni di Fratelli d’Italia: «Dignità delle donne e sicurezza non si negoziano»

L’iniziativa si inserisce nel solco del recente decreto del governo Meloni per stop a burqa e niqab nelle aule scolastiche. Gli esponenti di FdI spiegano che la proposta mira ad affrontare fenomeni estremi:

«La dignità delle donne, la sicurezza e la parità di genere non sono negoziabili. Il velo integrale, i matrimoni forzati e la pratica dei certificati di verginità sono derive del fondamentalismo islamico che con questa proposta di legge vogliamo contrastare. L’iniziativa mira inoltre a garantire più trasparenza sui finanziamenti dall’estero per i luoghi di culto, favorendo l’emancipazione ed evitando il separatismo religioso che crea terreno fertile per l’integralismo», sostengono i promotori.

L’attacco del Pd: «Propaganda divisiva e crociata ideologica»

Dura e immediata la replica del Partito Democratico con Valentina Chinnici, deputata all’ARS e vicesegretaria regionale dem, che boccia duramente l’iniziativa di piazza:

«Fratelli d’Italia sceglie la piazza per fare propaganda, trasformando un tema complesso in un manifesto elettorale. Questa raccolta firme è un’operazione demagogica che non affronta le cause profonde del problema. La dignità delle donne non si difende con una firma sotto un gazebo. Vietare per legge un indumento non libera le donne: le libera garantire l’accesso all’istruzione, al lavoro, all’autonomia economica e alla piena cittadinanza», dichiara Chinnici.

L’esponente del Pd aggiunge che la violenza di genere e i matrimoni forzati vanno combattuti con il potenziamento dei servizi sociali e dei centri antiviolenza, difendendo la vocazione di Palermo all’accoglienza e al dialogo interreligioso.

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