Sala d’Ercole, il centrodestra serra le file sulla manovra da 500 milioni: Muro contro muro con l’opposizione

Vertice di maggioranza in Sala Gialla con il presidente dell'ARS Galvagno e l'assessore Dagnino. Respinto il diktat delle opposizioni sulle "mancette": respinta l'ipotesi di stralciare ulteriori norme. Si preannuncia battaglia a colpi di voto segreto.
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PALERMO – Sala Gialla, interno giorno. Una quarantina di deputati regionali, tutti rigorosamente appartenenti alle forze di centrodestra, si sono riuniti con le sedie disposte a cerchio per blindare la rotta e decidere il futuro della maxi-manovra finanziaria da oltre 500 milioni di euro.

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L’obiettivo fissato dal vertice di maggioranza è chiaro: riprendere immediatamente i lavori a Sala d’Ercole per tagliare il traguardo dell’approvazione definitiva entro la fine della settimana, senza cedere ai condizionamenti e ai tatticismi d’aula presagiti dalle opposizioni.

Faccia a faccia con Galvagno e Dagnino: la maggioranza va al “muro contro muro”

Il vertice ha visto la partecipazione del presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, e dell’assessore regionale all’Economia, Alessandro Dagnino. La riunione è servita per contarsi, misurare la tenuta della coalizione e definire la strategia parlamentare di fronte all’avviso di sbarramento arrivato dai gruppi di minoranza (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Sud chiama Nord).

L’opposizione ha infatti minacciato il ricorso sistematico al voto segreto su ciascuno dei 73 articoli che compongono il testo, ponendo come condizione vincolante per l’intesa il ritiro immediato delle cosiddette norme “mancette” – un pacchetto di interventi territoriali dal valore stimato di circa 50 milioni di euro – insieme ad altre misure giudicate prive del carattere di urgenza.

Compatezza blindata: nessun ulteriore stralcio sul testo

Dalla riunione di Sala Gialla è emersa tuttavia la ferma determinazione del centrodestra nel fare blocco unico. Verificata la compattezza dei singoli gruppi e l’assenza di franchi tiratori dichiarati, la coalizione di governo ha stabilito di andare dritta al muro contro muro, rifiutando qualsiasi ipotesi di depotenziamento o di ulteriore stralcio degli articoli finiti nel mirino della minoranza.

Nelle prossime ore, la parola tornerà dunque all’Aula di Palazzo dei Normanni, dove si preannuncia una lunghissima maratona parlamentare scandita dal pallottoliere e dalla tenuta del numero legale attorno ad ogni singola votazione.

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