PALERMO / SIRACUSA – Tensione nel mondo venatorio siciliano dopo la decisione del TAR di sospendere l’attività di caccia nell’Isola per il biennio 2026-2027. Sulla vicenda è intervenuto l’onorevole Carlo Auteri, parlamentare regionale della Lega, censurando la pronuncia dei giudici amministrativi e annunciando iniziative sul piano legale.
Secondo il deputato aretuseo, il provvedimento si pone in diretta rottura con la programmazione predisposta dagli uffici della Regione Siciliana, penalizzando ingiustamente migliaia di appassionati e presidianti del territorio.
Le dichiarazioni dell’on. Carlo Auteri
L’esponente della Lega ha evidenziato come la decisione del Tribunale Amministrativo stravolga l’assetto regolatorio fissato dal governo regionale:
«La sentenza del TAR che blocca l’attività venatoria per il biennio 2026-2027 è in totale contrapposizione con l’autorizzazione contenuta nel decreto assessoriale della Regione Siciliana. Si tratta di un’ulteriore restrizione, un’azione di chiusura e di dissociazione a cui, forse, non si è voluto riconoscere il giusto merito, considerando l’amore e la cura che i cacciatori nutrono verso i territori».
— Carlo Auteri, deputato regionale (Lega)
La difesa della categoria e la strategia legale
Auteri ha poi rimarcato la necessità di tutelare l’immagine e i diritti della categoria venatoria di fronte a narrazioni colpevolizzanti, confermando la volontà di ricorrere alle sedi giurisdizionali competenti:
- Tutela dei cacciatori: «Essendo sempre additati come ‘delinquenti delle campagne’, questo rappresenta un danno enorme che va contrastato».
- Rispetto delle regole e ricorso: «Agiremo, ovviamente, con criteri giuridici: rispettando le sentenze, ma mettendo in atto una strategia legale che faccia valere i principi della legge italiana, nel rispetto di migliaia di cittadini che amano il territorio e coltivano la passione della caccia, senza commettere alcun reato».
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