Una memoria difensiva per chiedere la revoca degli arresti domiciliari. L’ha depositata l’avvocato Sofia Amoddio, legale di Concetta Carbone, ex vicepresidente del Consiglio comunale, coinvolta nell’inchiesta giudiziaria denominata Nexus, relativa a presunti episodi di corruzione nell’ambito di alcuni appalti del Comune capoluogo.
Nel corso dell’udienza, celebrata ieri davanti al Tribunale del Riesame di Catania, il difensore ha sostanzialmente ribadito quanto la propria assistita aveva già dichiarato davanti al Gip del Tribunale, Antonella Coniglio. Carbone ha sempre respinto ogni addebito, sostenendo di non avere mai ricevuto somme di denaro e, in particolare, di non avere intascato i 10 mila euro che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero stati il corrispettivo per l’affidamento dei lavori di ampliamento dell’ostello di Cassibile destinato ai lavoratori stagionali. La difesa ha contestato anche l’ipotesi che l’ex consigliera abbia corrotto altri indagati, come sostenuto dalla Procura europea, che ha chiesto e ottenuto nei suoi confronti la misura cautelare.
Nel corso delle dichiarazioni è stato precisato che l’ultimo contatto della Carbone con le persone coinvolte nell’inchiesta risalirebbe al 3 ottobre dello scorso anno ed ha anche escluso di avere concordato con gli altri indagati una strategia difensiva comune.
Al termine dell’udienza, il Tribunale del Riesame si è riservato la decisione sulla richiesta della difesa di annullare la misura cautelare, ritenendo insussistenti le esigenze che ne giustificherebbero il mantenimento. I giudici dovrebbero sciogliere la riserva entro la fine della settimana.
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