Dopo il Maxiprocesso Nebrodi I, conclusosi in Cassazione con 50 condanne, si apre il capitolo Nebrodi II, la seconda vasta inchiesta antimafia della Direzione distrettuale antimafia di Messina sulle truffe milionarie ai danni dei fondi agricoli dell’Unione europea.
PATTI, 17 settembre 2026 — Dopo il Maxiprocesso Nebrodi I, conclusosi in Cassazione con 50 condanne, si apre ora il capitolo Nebrodi II, la seconda vasta inchiesta antimafia condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Messina sulle truffe milionarie ai danni dei fondi agricoli dell’Unione europea.
L’operazione, scattata all’inizio del 2024, a quattro anni dal primo storico blitz del gennaio 2020, denominato Operazione Nebrodi, ha colpito le ramificazioni dei clan mafiosi accusati di avere sottratto indebitamente milioni di euro in contributi comunitari destinati all’agricoltura e ai terreni pascolivi.
Il processo Nebrodi II
Il Maxiprocesso Nebrodi II vede alla sbarra 54 imputati. Per il procedimento, l’accusa ha chiesto condanne complessive per quasi 500 anni. Agli imputati sono contestati, a vario titolo, i reati di associazione di stampo mafioso, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, estorsione e traffico di stupefacenti.
Il processo rappresenta la prosecuzione dell’impegno della DDA di Messina contro le truffe sui fondi agricoli europei, già denunciate e contrastate dall’allora presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, oggi parlamentare europeo.
L’impegno di Antoci
Antoci ha contribuito a costruire uno specifico strumento normativo, divenuto legge dello Stato e inserito tra i cardini del nuovo Codice antimafia.
Per questo impegno Antoci e la sua famiglia vivono da 13 anni sotto un rigoroso regime di protezione.
Nel 2016, quando era presidente del Parco dei Nebrodi, Antoci subì inoltre un grave attentato mafioso, dal quale rimase illeso grazie all’intervento degli uomini della scorta della Polizia di Stato. Dopo un violento conflitto a fuoco, gli agenti riuscirono a salvargli la vita.
La presenza in aula e le dichiarazioni
Come già avvenuto in occasione della lettura della sentenza di Nebrodi I, anche per Nebrodi II Antoci sarà presente in aula. Per questo sono state attivate le massime misure di sicurezza.
«Ho dedicato 13 anni della mia vita a combattere contro una vicenda paradossale — dichiara Antoci — che consentiva a importanti famiglie mafiose e a truffatori di incassare milioni di euro di fondi europei per l’agricoltura, sottraendoli ad agricoltori e allevatori onesti, che spesso venivano anche minacciati. E questo accadeva sia in Sicilia sia nel resto d’Italia».
«La prima vittoria, attraverso Nebrodi I, è stata confermata anche in Cassazione e adesso — conclude Antoci — è il tempo di Nebrodi II. Io, così come quel 1° novembre 2022, sarò ancora una volta in aula ad ascoltare il dispositivo del Tribunale e a guardarli negli occhi, ricordando loro che lo Stato vince sempre e, soprattutto, che non mi hanno fermato».
