“Per Aspera ad Astra”, inquinamento: il popolo degli inquinati difende il Procuratore Giordano che ha già assestato un duro colpo alle lobby della raffinazione

La traduzione dell’espressione latina “Per Aspera ad Astra” è letteralmente “attraverso le asperità, alle stelle”, in altre parole, la strada che porta alle cose virtuose e gloriose è piena di ostacoli. La frase nasce probabilmente dalla mitologia greca, secondo cui essere un eroe voleva dire aver compiuto grandi imprese e solo gli eroi avevano l’onore, una volta morti, di poter raggiungere l’Olimpo. La locuzione latina, che si ritrova in Virgilio e Seneca, ne riprende anche un’altra che esprime lo stesso concetto, ossia “Ad augusta per angusta” che vuol dire “Alle cose eccelse attraverso le difficoltà”.

Ma questa regola non è valsa per il popolo della zona industriale siracusana, colpito dall’inquinamento selvaggio dell’ambiente. Nonostante le lotte e un numero indefinito di morti e malati per cancro e tumori, o infortuni sul lavoro (le asperità) di un popolo destinato a soffrire per la volontà di un manipolo di uomini senza cuore, non si riesce a formulare una forte protesta quale degna risposta delle coscienze libere che, alla fatta dei conti, non si ribellano di fronte a questo continuo genocidio. Per ben tre volte, poche centinaia di persone decise a combattere, sfidano i poteri forti della lobby della chimica e della raffinazione, ma niente da fare. Tutto rimane fermo. Un popolo abulico, pauroso del futuro incerto, non convinto che il lavoro è un diritto, mentre non inquinare è un dovere e mai un diritto. Orbene. Si registra un doppio fallimento: la rinuncia al diritto alla vita e l’alleanza con i poteri forti che controllano le industrie del petrolchimico più inquinato d’Italia; ma un fatto nuovo è successo: per la prima volta la Procura della Repubblica di Siracusa va fino in fondo con una serie d’inchieste giudiziarie; il procuratore Giordano formula la rivoluzione che spiazza le industrie. La manifestazione di oggi a Melilli, registra un fatto straordinario: il popolo difende il procuratore Francesco Paolo Giordano che applica semplicemente la legge, senza se e senza ma.

La maxi inchiesta giudiziaria sull’inquinamento nel polo petrolchimico siracusano, una decina gli indagati tra dirigenti e tecnici. La Procura della Repubblica di Siracusa già ha inferto un duro colpo al maligno mostro chiamato inquinamento selvaggio, contro le lobby della chimica e della raffinazione. Il pugnale della Giustizia dritto al cuore dell’inquinamento nella zona industriale più avvelenata d’Europa, allontanando in un sol colpo netto e deciso lo stereotipo che la magistratura siracusana per decenni è rimasta a guardare l’inquinamento selvaggio e la strage multipla causata dai modi operanti dissennati e senza un serio controllo, che durano da oltre mezzo secolo. Provvedimento senza precedenti per il polo petrolchimico siracusano, che resta ancora oggi uno dei più importanti d’Europa.

Il petrolchimico di Priolo è famoso come il triangolo della morte. L’inferno sulla terra. Migliaia di morti, feriti, i malati e sofferenti nel silenzio generale. È senza dubbio un momento storico per la giustizia siracusana e per la gente che si è battuta contro il mostro che causa la morte silenziosamente. Un pensiero particolare a Don Palmiro Prisutto, insieme a tanti attivisti che fanno parte dei comitati spontanei e all’instancabile Antonio Alfò, che da Milano è riuscito ad organizzare ben 4 cortei di protesta, Siracusa, Augusta, Priolo e Melilli, tutti decisi a combattere per far emergere lo scandalo chiamato inquinamento, insieme a tutti quelli che hanno protestato senza tregua da almeno mezzo secolo.

Il procuratore Giordano aveva annunciato “sviluppi clamorosi”; ha mantenuto la promessa solenne preso circa due anni or sono nei confronti delle comunità che vivono nei dintorni della zona industriale siracusana. Una risposta diretta anche alle polemiche sulla Procura da lui diretta e i tanti veleni che si sono susseguiti, che basta e avanza quale risposta coraggiosa contro le potenti lobby della chimica e della raffinazione finora mai “disturbati” e colpiti negli interessi economici.

Un altro serio pericolo d’inquinamento è quello derivante dalla depurazione delle acque reflue che arriva ogni giorno e colpisce gli esseri umani, anche se utili, ma non sarebbero del tutto a norma. Infatti, nell’altro filone d’indagine della Procura di Siracusa ancora in istruttoria, ci sarebbero nel mirino d’inquirenti e investigatori i depuratori dei reflui sparsi nel territorio siracusano che inquinano alla stregua delle industrie, e le oltre 100 discariche, autorizzate e abusive, sparsi nel territorio e disseminate nei comuni di Melilli, Priolo e Augusta.

Concetto Alota

 

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