La riduzione delle risorse destinate allo sviluppo dell’hub dell’eolico offshore di Augusta-Punta Cugno apre, secondo la CGIL di Siracusa, una questione che va oltre il singolo investimento portuale e riguarda direttamente il futuro industriale e occupazionale del polo Priolo-Augusta-Melilli.
Il sindacato condivide le preoccupazioni espresse dal sindaco di Augusta sulla diminuzione delle risorse destinate al progetto e sulla necessità di garantire all’hub prospettive industriali certe.
«Augusta e Punta Cugno non possono perdere un’occasione strategica proprio mentre il polo industriale siracusano sta attraversando una delle trasformazioni più profonde della sua storia», sostiene la CGIL.
Secondo il sindacato, in questa fase ridurre gli investimenti destinati alla costruzione di nuove filiere industriali rischia di aumentare il costo occupazionale della transizione, mentre il territorio è già chiamato ad affrontare la trasformazione delle produzioni tradizionali.
Non solo installazione delle turbine
Per la CGIL, l’eolico offshore dovrebbe essere inserito all’interno di una più ampia strategia industriale per il territorio siracusano. La questione, sottolinea il sindacato, non riguarda soltanto l’installazione degli impianti, ma soprattutto la capacità di sviluppare in Sicilia una filiera collegata alle nuove tecnologie.
Augusta e Punta Cugno potrebbero ospitare attività portuali e logistiche, ma anche lavorazioni legate alla costruzione, all’assemblaggio, all’installazione e alla manutenzione degli impianti.
In questo quadro, il patrimonio di competenze maturato nel petrolchimico viene indicato come una risorsa da valorizzare. Generazioni di manutentori, tecnici e lavoratori specializzati rappresentano, secondo la CGIL, un patrimonio professionale che può essere utilizzato per accompagnare la trasformazione industriale.
“Servono certezze su risorse e tempi”
Il sindacato chiede quindi a Governo e Regione Siciliana di chiarire rapidamente quali risorse saranno effettivamente disponibili, quali opere verranno realizzate e con quali tempistiche.
La realizzazione dell’hub offshore, sottolinea la CGIL, non riguarda soltanto lo sviluppo del porto di Augusta e di Punta Cugno, ma la possibilità di costruire una nuova filiera industriale capace di generare investimenti, occupazione qualificata e nuove opportunità per i lavoratori dell’indotto.
L’obiettivo indicato è quello di evitare che la Sicilia si limiti a essere il territorio nel quale vengono installati gli impianti, puntando invece a farne uno dei luoghi nei quali le tecnologie legate all’eolico offshore vengono costruite e sviluppate.
Un’unica strategia per il polo industriale
La CGIL collega questa prospettiva alle altre trasformazioni in corso nel polo industriale siracusano: dall’evoluzione di Versalis al futuro di Isab con Ludoil, fino allo sviluppo dell’hub di Augusta-Punta Cugno.
«Non sono vertenze separate ma parti della stessa questione industriale», sostiene il sindacato.
Da qui la richiesta di una strategia complessiva: se le produzioni tradizionali diminuiscono, occorre accelerare sulla costruzione delle nuove filiere industriali e non ridurre gli investimenti.
Per la CGIL, la transizione energetica deve quindi accompagnarsi a una transizione industriale, occupazionale e delle competenze. Senza nuova industria e nuovo lavoro, avverte il sindacato, il rischio è che la transizione si traduca semplicemente in una dismissione delle attività esistenti.
