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Il siracusano Ivan Baio protesta a Roma davanti a Montecitorio

Torna a far sentire la sua voce Ivan Baio, il siracusano, padre di tre figli che da anni ormai si batte per avere “Giustizia” e lo fa portando a Roma la sua storia lavorativa e umana.

Avevamo incontrato l’uomo, ex operaio della Isab, nell’estate del 2015 quando, in catene, protestava davanti ai cancelli di ISAB Sud:Non sono davanti la raffineria per chiedere un lavoro; la mia protesta verte sulle modalità che hanno portato alla perdita del mio posto di lavoro, soltanto perché ho denunciato fatti, persone, e condizioni di illegalità!”

Oggi il lavoratore,  mentre a seguito delle sue denunce sta seguendo le fasi di un processo penale, e mentre ha in corso una causa lavorativa, in una lunga intervista racconta:

“Dopo quasi 5 anni dalle mie denunce sono dovuto venire davanti al Parlamento a chiedere aiuto. Costretto, dal silenzio della mia città, Siracusa, ad iniziare lo sciopero della fame mi trovo davanti la Camera dei Deputati, proprio nei giorni in cui è in discussione il Decreto Dignità… non avrei potuto scegliere momento migliore – continua Ivan Baio – dato che da 5 anni rivendico dignità umana e lavorativa, insieme alla giustizia che attendo!

Spinto dalle ultime energie e forze, – afferma Ivan Baio – e dall’imminente fine della possibilità di pagare un tetto ai miei figli, insieme a mia madre, sono a Roma, davanti a Palazzo Montecitorio, per chiedere aiuto prima da genitore e poi da uomo e lavoratore. Mi fido di questo governo, – continua Baio – credo nel cambiamento anche e soprattutto di modalità nel rapportarsi con gli elettori e con i problemi della società.

Sto lottando per cose che dovrebbero essere normali per una persona: il diritto alla dignità e al lavoro!

In questi anni ho cercato di rifarmi una vita, di cambiare città, per dare ai miei figli il migliore futuro, ma non è facile sopravvivere in un’altra città senza tante risorse e senza la sicurezza di un posto di lavoro! Tornato a Siracusa ho resistito con gli ammortizzatori sociali, ma sono finiti e a fine agosto rischio di restare con mia moglie, i miei tre figli e mia madre, in mezzo ad una strada, non potendo più pagare l’affitto!

Mio figlio Ivan Baio non chiede pietà o elemosina chiede Giustizia e Dignità” scrive su Faceboook la madre di Ivan Baio, la signora Giuseppina Fichera che a 73 anni si trova a Roma insieme al figlio a protestare. La donna infatti in questi giorni ha avuto un malore, come racconta lo stesso Ivan Baio: “agitata per l’ennesima attesa snervante e per non avere risposta ai nostri continui solleciti chiedendo ai nostri rappresentati al Governo di essere ascoltati!

Tanti mi fanno forza, – conclude Ivan Baio –  ed io devo credere e voglio credere che ci sia speranza non per Ivan Baio e la sua famiglia, ma per tutti quelli che hanno la forza di lottare ogni giorno, nonostante i silenzi assordanti dell’indifferenza. Io e la mia famiglia non ci siamo mai arresi e oggi più che mai ho il dovere di andare fino in fondo per noi, e per non far passare il messaggio che chi denuncia mettendoci la faccia e la famiglia abbia un destino segnato!”

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