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INDA nella bufera, Pitteri terzo sovrintendente a lasciare. Rosano: «Bisogna cambiare il manico»

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Non si arrestano le discussioni in merito alle dimissioni del sovrintendente dell’Inda Pitteri per le divergenze con Marina Valensise. Questa volta, interviene l’ex presidente di Noi Albergatori Giuseppe Rosano: “Che lo statuto dell’Inda sia ballerino è cosa risaputa, tanto è vero che autorevoli personaggi della cultura siracusana hanno più volte chiesto al ministro della Cultura di turno di meglio regolamentare compiti e ruoli dei vertici del Cda“.

La riflessione da porre sull’abbandono continuo dell’Inda

Situazioni come quella di Pitteri sono già accadute in passato “con Antonio Calbi – dice Rosano – del quale abbiamo apprezzato le preziose competenze artistico culturali. Poi è toccato a Valeria Told, anche lei in possesso di straordinaria professionalità, defenestrata perché rifiutava lo strapotere colonizzato da chi si rivestiva allora, e si riveste ancora, di un’autorità che non ha. Oggi, è toccato a Pitteri dimettersi, dopo appena un anno dalla nomina. Domani a chi toccherà?“.

Un rovesciamento politico per Rosano rispetto a una tradizione che voleva la Fondazione appartenente alla collettività siracusana. “Nelle più importanti fondazioni culturali, teatri italiani, la figura del consigliere delegato, dove esiste, si occupa soltanto di amministrare le attività gestionali, mentre l’allestimento delle stagioni teatrali è affidato, esclusivamente, al sovrintendente“.

“Scadimento degli spettacoli” volti solo a vendere

Altro aspetto che emerge è quello degli spettacoli classici “Oggi quello che conta è unicamente lo stacco dei biglietti, a prescindere, e maggiormente gli effetti speciali: l’importante alla fine dello spettacolo è fare tifo da stadio con la ola. Il resto non conta. Se ne sono accorti gli amanti della classicità, gli spettatori di livello d’istruzione e di fascia medio-alto che amano la drammaturgia, la letteratura e la storia antica, che nel corso degli ultimi anni disertano le rappresentazioni perché la chiave di lettura delle nuove allegorie vestite da tragedie, non hanno nulla a che vedere con scenografie e costumi dell’antica Grecia”.  

Qualche mese prima che Pier Francesco Pinelli, Commissario straordinario dell’Inda si dimettesse, il Centro Studi di Noi Albergatori elaborò un report sul “gettito” che le Rappresentazioni Classiche producono per l’economia della città. L’ultimo rilevamento del 2019 attestava un apporto di ricavi per l’intero comparto stimato in euro 36,675 milioni di euro.

Oggi, se dovessimo ripetere l’elaborazione – conclude Rosano – la stima dell’apporto economico per il settore turistico e per la città sarebbe molto più modesto. Da qualche anno, infatti, si registra che gli spettatori delle tragedie, mentre prima soggiornavano tre giorni, oggi si fermano una al massimo due notti. Se si vuole modificare l’attuale andazzo ed evitare la mattanza del prossimo sovrintendente, bisogna cambiare il manico, non la scopa”.  

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