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Legambiente, indispensabile la riconversione del Polo industriale siracusano

Il rischio di desertificazione e la necessità di approcciarsi a un processo di vero e proprio cambiamento sono i temi su cui si è fatto leva in occasione del dibattito indetto da Legambiente, dal nome “Fuori dal pantano: verso la riconversione ecologica e tecnologica del Polo Petrolchimico”.

Ospitato presso Il Centro anziani di Città Giardino, l’incontro ha visto la partecipazione attiva da parte di Istituzioni locali, Organizzazioni e cittadini, coi quali – ripercorrendo la vicenda giudiziaria relativa al sequestro dell’impianto di depurazione consortile dell’IAS per disastro ambientale – si è ribadita l’importanza indifferibile che la riconversione del polo petrolchimico rappresenta in termini di risoluzione dei problemi di politica industriale e di compatibilità ambientale.

Ad aprire il dibattito i saluti del Sindaco di Melilli, Onorevole Giuseppe Carta, che ha sottolineato l’importanza della riconversione industriale, in assenza della quale vano è da considerare qualsiasi slancio, per quanto valido, verso valorizzazione del Territorio e turismo. Desertificazione è il concetto emerso invece dalla testimonianza della Responsabile Energia e Clima Legambiente, Anita Astuto, che al rischio di desertificazione ambientale cui è sottoposta la Sicilia ha aggiunto quello di desertificazione industriale e sociale come conseguenza diretta e inevitabile, auspicando piuttosto una transizione chiara e veloce capace di portare al cambiamento.

A evidenziare la gravità della contaminazione nell’area industriale di Siracusa, e la necessità di un’azione sinergica tra pubblico e privato, è stato il Segretario Generale della CGIL di Siracusa, Roberto Alosi: “compromesso da 7 milioni di metri cubi di mercurio e scorie industriali, il nostro polo è considerato uno dei siti più difficili per l’abbattimento della CO2; un polo di fatto “orfano”, poiché impossibile è stato identificare il responsabile delle condizioni di forte inquinamento in cui si trova oggi”.

Una certa preoccupazione per la mancata responsabilità delle istituzioni nella bonifica del territorio è stata infine espressa da Cinzia Di Modica, del Comitato Stop Veleni Augusta-Priolo-Melilli Siracusa, la quale ha evidenziato l’urgenza di un cambiamento, chiedendo un impegno reale e concreto da parte di tutti al fine di ottenere un impatto significativo: “resistere a determinati modelli di sviluppo ci porterà ulteriormente nel baratro. Siamo già in ritardo”.

Benedetta Miccoli 

By Redazione

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