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Massimiliano Iacono, dal dramma di Noto alla passione per la macchina da presa

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Ci sono vicende che segnano per sempre la vita di una persona. Quella di Massimiliano Iacono (Nella foto) è una storia che intreccia una tragedia familiare, il percorso della giustizia e il tentativo di ricostruire la propria esistenza attraverso il cinema. Era il 5 dicembre 2012 quando Noto fu sconvolta da un drammatico fatto di sangue. In un’abitazione della città venne trovato senza vita Carmelo Iacono, pensionato di 72 anni. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo fu ucciso al culmine di una violenta lite familiare. Le indagini dei Carabinieri portarono in breve tempo al fermo del figlio Massimiliano Iacono, allora quarantaduenne, che secondo le cronache dell’epoca avrebbe ammesso le proprie responsabilità. Gli investigatori indicarono come contesto della tragedia una situazione di forti tensioni e dissidi familiari. Quel delitto sconvolse profondamente la comunità netina e segnò in maniera irreversibile la vita della famiglia Iacono.

Il cinema, una passione mai abbandonata

Prima della tragedia del 2012, Massimiliano Iacono aveva già costruito un percorso nel mondo dell’audiovisivo. Nato a Firenze il 3 ottobre 1970, si avvicina alla macchina da presa da giovanissimo, distinguendosi per una formazione da autodidatta e per la capacità di ricoprire numerosi ruoli all’interno delle produzioni: regista, sceneggiatore, produttore, direttore della fotografia, montatore e autore. La sua filmografia inizia nel 1988 con il cortometraggio “Au”, cui segue nel 1989 “Droga in Pistoia”, opera dedicata al tema delle dipendenze. Negli anni Novanta dirige “Cannibali”, “Il Mondo di Iacono”, “Alcool: Baratro” e collabora a produzioni cinematografiche e televisive come aiuto regista, produttore e direttore della fotografia.

Parallelamente sviluppa un’intensa attività nel settore musicale, lavorando alla regia e alla fotografia di videoclip per artisti italiani e internazionali. Tra le collaborazioni figurano produzioni legate a Robert Miles, Guru Josh, Paul van Dyk, t.A.T.u., Nek, Pino Daniele e Alexandra Stan, ricoprendo di volta in volta il ruolo di regista, produttore o direttore della fotografia.

Il ritorno sul set

Negli ultimi anni Iacono è tornato a lavorare con continuità nel settore cinematografico. Nel 2024 firma la trilogia di videoclip dedicata a Robert Miles (L’Anima, Il Corpo e La Confusione), assumendo contemporaneamente la regia, la produzione esecutiva e la direzione della fotografia. Nel 2025 realizza il lungometraggio “Il Mondo”, del quale è regista, autore, direttore della fotografia e produttore esecutivo della versione internazionale. Sempre nello stesso periodo dirige il videoclip “La Vita” e il progetto musicale “L’Illusione”.

Per il 2026 risulta accreditato come regista, produttore esecutivo e direttore della fotografia del film “My Fairy Tale”, confermando una presenza costante nel panorama del cinema indipendente. Complessivamente le principali banche dati cinematografiche gli attribuiscono decine di crediti professionali tra regia, produzione, sceneggiatura, fotografia, montaggio e composizione musicale.

Una nuova fase della sua vita

Dopo avere affrontato il proprio percorso giudiziario, Massimiliano Iacono ha scelto di rientrare nel mondo del cinema, continuando a coltivare quella che definisce la sua più grande passione. Il suo nome rimane inevitabilmente legato alla tragedia del 2012, ma il suo percorso professionale testimonia anche la volontà di proseguire un’attività artistica iniziata molti anni prima dei fatti di Noto. La sua vicenda riporta al centro il delicato tema del reinserimento sociale e del significato della funzione rieducativa della pena, senza mai dimenticare il dolore provocato da una tragedia familiare che resta una pagina indelebile della cronaca italiana.

Corrado Puliatti

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