Noto, rubano mezzi e attrezzi a ditta edile: in 5 in manette

Si erano resi responsabili di una serie di furti ai danni di un’azienda edile di Noto. In manette sono finite cinque persone. Sono stati i poliziotti del commissariato netino, con il coordinamento della Procura di Siracusa, ad eseguire la misura cautelare nei confronti di Daniele Mirmina Spatalucente di 28 anni, Fabrizio Bonfanti di 45, Davide Cannata di 34, Rosario Stella di 42, Alessandro Monaco di 26, l’unico a essere stato destinato ai domiciliari per la sua incensuratezza.
I fatti si sono consumati nel mese di ottobre, con il furto ai danni del parco automezzi di una ditta edile. I malviventi, nottetempo, dopo aver forzato il cancello d’ingresso del parco automezzi, si impossessavano di un autocarro, un carrello elevatore, il motore di una macchina perforatrice, una pompa idraulica e varie attrezzature edilizie, arrecando al proprietario un danno patrimoniale superiore a centomila euro.
Personale della Polizia di Stato si recava sul luogo del delitto per i rilievi tecnici del caso, acquisendo i filmati dell’impianto di videosorveglianza ivi installato. Dall’analisi dei frames video, gli investigatori accertavano che la sera dei fatti, subito dopo la mezzanotte, arrivava davanti all’ingresso del magazzino una fiat multipla e Mirmina, Bonfanti, Cannata e Monaco raggiungevano l’ingresso del magazzino. Il primo ad essere predato era l’autocarro Iveco, successivamente si notava l’andirivieni degli indagati ed un ciclomotore piaggio SI alla cui guida vi era Stella Rosario. Il gruppo, dopo aver prelevato tutti gli altri mezzi ed attrezzature, si muoveva indisturbato in direzione dell’argine del fiume Asinaro. Alle 02.43 i malviventi, dopo aver messo a segno il colpo, si allontanavano definitivamente. L’attività tecnica di acquisizione ed analisi dei tabulati del traffico telefonico in entrata e in uscita, permetteva di acclarare i contatti tra gli indagati la sera del furto. Inoltre, l’attività perlustrativa e di appostamento nella zona dell’Asinaro da parte degli Agenti del Commissariato, permetteva di rinvenire lungo l’argine del fiume il carrello elevatore, parzialmente celato dalla vegetazione e l’autocarro, rinvenuto in un appezzamento di terreno sito in contrada Testa dell’Acqua.

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