La data da segnare in rosso sul calendario è il 31 agosto 2026. Entro quel giorno, l’Europa vuole vedere i progetti del PNRR non solo conclusi, ma anche perfettamente rendicontati. Per i Comuni siciliani si tratta di una vera e propria sfida, perché anche un solo giorno di ritardo rischia di far saltare i finanziamenti.
L’incontro di Anci Sicilia
Il tema stamattina è stato al centro dell’incontro promosso da Anci Sicilia, sia in presenza che online, dal titolo “Il monitoraggio dei progetti PNRR su ReGiS”, con l’obiettivo di supportare i Comuni dell’Isola nella gestione documentale e finanziaria delle opere pubbliche.
All’iniziativa hanno partecipato il segretario generale di Anci Sicilia, Mario Emanuele Alvano, l’avvocato Caterina Tantillo, esperta di monitoraggio e rendicontazione dei progetti europei, e Massimo Allulli, responsabile ufficio politiche per la Coesione, Mezzogiorno, PNRR.
Cantieri chiusi entro il 30 giugno
Il messaggio emerso dal momento di confronto è chiaro: la macchina amministrativa deve muoversi con molta precisione. Sulla base del decreto legge PNRR, convertito nella legge 50/2026, sindaci e tecnici hanno l’obbligo di chiudere i cantieri entro il 30 giugno 2026 e di dimostrare il target raggiunto tramite apposita attestazione caricata sulla piattaforma ReGiS.
“Siamo arrivati alla fase finale dell’attuazione del PNRR e per questo è stato particolarmente utile approfondire il tema con i dirigenti e i funzionari che si occupano di questa materia, che potranno trovare preziose informazioni e semplici materiali nel sito di Anci Sicilia, all’interno della sezione https://www.anci.sicilia.it/comune-in-pratica/”, ha dichiarato il segretario generale Mario Emanuele Alvano.
