Petrolchimico: “Ma di chi sono le torce che sfiaccolano ogni sera con alte fiamme e fumo nero?”

Nella foto sopra appare della Sasol

Il quotidiano “La Sicilia”, ma ancor prima questo sito di notizie on line,ha riportato la notizia (ampiamente condivisa sui Social) di una serie continua di sfiaccolamenti dalle torce ubicate all’interno degli stabilimenti in linea parallela tra le raffinerie ex Esso Sonatrach e Sasol. E mentre la Sonatrach non ha risposto né spiegato i motivi delle sfiaccolate, con riferimento alle denunce fatte da alcuni comitati di cittadini nati proprio per contrastare il più possibile l’inquinamento selvaggio delle industrie del Petrolchimico, la Sasol ha smentito categoricamente di aver provocato lo sfiaccolamento che da diversi giorni continua a vomitare fuoco e fumo nero che preoccupa, giustamente, i residenti della zona.

nella foto sopra la Sonatrach – ex Esso

“Non abbiamo motivo di dubitare dalla buona fede della Sasol –rispondono i cittadini residenti attraverso il Comitato Bagali-Sabucci-Baratti e della denuncia pubblica fatta da qualche tempo da altri comitati di base – della possibile verità spiegata nel comunicato della Sasol con dovizia di particolari delle varie fasi della manovra di sfiaccolamento operata dalla vicina Sonatrach. La Sasol scrive rispondendo sul quotidiano “La Sicilia” che “… nessuna anomalia di impianti Sasol si è verificata nelle ore indicate”. A questo punto – dicono i componenti del Comitato Bagali-Sabbuci-Baratti – rimane il dubbio di natura tecnica. Scontato che una delle torce è di sicuro dell’ex Esso perché sono all’interno dello stabilimento ex Esso e confermate dalla Sasol, ora Sonatrach. Rimane la domanda: Ma di chi allora l’altra torcia riportata nelle foto allegata e già postate su Facebook e da alcuni giornali? Fermo restando che rimaniamo attenti e vigili assieme a tutti i cittadini del circondario industriale, vittime predestinate. È un nostro diritto sapere – dicono ancora i rappresentanti del Comitato – che cosa succede a pochi centinai di metri dalle nostre abitazioni già fortemente contaminate dalle discariche dei rifiuti puzzolenti che insistono nella zona”.

C.A.

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