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Processo ad Elvira Amata: la Regione valuta la costituzione di parte civile

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Si è aperto a Palermo il processo che vede imputata l’assessora regionale al Turismo della Sicilia, Elvira Amata, chiamata a rispondere di accuse legate a un presunto scambio di favori illeciti con l’imprenditrice Marcella Cannariato. Al centro dell’inchiesta c’è un finanziamento pubblico da 30 mila euro destinato alla manifestazione “XXIII edizione Donna, Economia e Potere”.

Secondo la ricostruzione della Procura, Amata avrebbe favorito l’erogazione del contributo regionale in favore dell’iniziativa. In cambio, sempre secondo l’accusa, Cannariato avrebbe assunto il nipote dell’assessora nella propria azienda e sostenuto le spese per l’alloggio del giovane.

La vicenda giudiziaria coinvolge anche la stessa imprenditrice, che ha scelto di essere giudicata con rito abbreviato. Cannariato è stata condannata a due anni e sei mesi di reclusione.

Nel corso della prima udienza del processo a carico di Amata, i suoi legali hanno depositato la lista dei testimoni che intendono chiamare in aula. Tra i nomi indicati spicca quello del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. La sua eventuale deposizione potrebbe dunque inserirsi nel quadro dell’istruttoria dibattimentale, chiamata a chiarire i diversi aspetti della vicenda e le responsabilità contestate all’assessora.

Intanto, sulla vicenda interviene Palazzo d’Orléans, sede della presidenza della Regione, precisando che né la Regione Siciliana né l’Avvocatura dello Stato avrebbero ricevuto comunicazioni relative alla data di fissazione dell’udienza o al capo di imputazione. Per questa ragione, sottolinea il governo regionale, non risulta acquisito alcun parere dell’Avvocatura dello Stato sul procedimento.

La Regione, tuttavia, si prepara a compiere un passo formale nel processo. Nel pieno rispetto delle prerogative dell’autorità giudiziaria e con l’obiettivo di tutelare gli interessi dell’amministrazione regionale, il governo siciliano proporrà già nella seduta di giunta prevista per domani la costituzione della Regione Siciliana come parte civile.

La decisione, spiegano da Palazzo d’Orléans, segue un intendimento già manifestato e si pone in analogia con quanto avvenuto in precedenza per altri coindagati coinvolti nella vicenda.

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