Sciopero degli autotrasportatori e blocco logistico: incubo scaffali vuoti in Sicilia, ma la sanità tiene

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PALERMO – Rischia di trasformarsi in un vero e proprio corto circuito economico la protesta degli autotrasportatori che sta paralizzando le arterie viarie e gli snodi logistici della Sicilia. Con un’adesione al fermo stimata intorno all’80% dei camionisti per cinque giorni, si fa sempre più concreto l’allarme sulla tenuta delle forniture dei beni di prima necessità e dei prodotti agroalimentari freschi nell’Isola e in altre regioni del Mezzogiorno.

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Scaffali a rischio e stangata per l’agricoltura: l’allarme delle associazioni

L’impatto della mobilitazione si annuncia particolarmente pesante per l’Isola e per le altre regioni geograficamente penalizzate dai collegamenti:

  • Federconsumatori Sicilia: Avverte che il fermo dei camion rischia di svuotare rapidamente gli scaffali di supermercati e piccoli negozi rionali, con la carenza immediata dei prodotti deperibili (frutta, verdura e latticini).
  • Confagricoltura: Segnala l’impossibilità di spedire la produzione agricola siciliana verso i mercati nazionali ed esteri. Il blocco prolungato provoca il deperimento delle merci ferme nei magazzini, colpendosi una filiera già provata e rischiando di far perdere quote di mercato difficilmente recuperabili. L’emergenza si allarga a macchia d’olio anche in Sardegna, Puglia e Calabria.
  • Il paradosso siciliano: Le associazioni evidenziano il paradosso di un territorio che ospita gran parte del polo di raffinazione del Paese ma che paga a caro prezzo i costi energetici.

Farmaci e vaccini: l’Adf rassicura la popolazione

Diversa e più rassicurante la situazione sul fronte della salute pubblica. L’Associazione Distributori Farmaceutici (Adf) ha voluto tranquillizzare i cittadini sul flusso di medicinali:

«Per ora nessun allarme, continuiamo ad assicurare la regolarità delle forniture alle farmacie e ai cittadini», ha dichiarato il presidente Walter Farris, confermando che resta garantita anche la distribuzione capillare dei vaccini antinfluenzali, pur chiedendo interventi governativi per attenuare il caro-energia che pesa sui distributori.

Le ragioni della protesta: gasolio alle stelle e bonus mare bloccati

Alla base dello sciopero c’è l’insostenibile impennata del prezzo del gasolio e, nello specifico della Sicilia, il ritardo nei pagamenti del “Sea Modal Shift”, l’incentivo fondamentale per il trasporto intermodale mare-strada.

  • Federconsumatori: Esprime solidarietà ai lavoratori denunziando speculazioni sui prezzi alla pompa e chiedendo la riduzione dell’Iva, la riforma delle accise e controlli rigorosi.
  • Assotir: Il segretario generale Claudio Donati, pur comprendendo l’esasperazione dei camionisti, mette in guardia dai fermi autonomi definendoli «controproducenti» se non affrontano i nodi strutturali del settore: tariffe da fame imposte dall’intermediazione, ritardi nei pagamenti e snervanti attese ai punti di scarico.

Il dibattito politico: Schlein chiede il «tetto dinamico» sui carburanti

Sul tema è intervenuta con decisione anche la politica nazionale. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha sollecitato l’esecutivo ad aprire subito un tavolo di confronto con le categorie in protesta:

«Invece di prendersela con chi protesta perché non riesce più a tirare avanti, serve un intervento pubblico eccezionale», ha affermato Schlein, proponendo l’introduzione per legge di un tetto dinamico al prezzo dei carburanti per 90 giorni per dare un primo respiro a famiglie e imprese.

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