Siracusa, botta e risposta nel centrodestra. Cannata a Vinciullo e Carta: «Basta alibi: votate la sfiducia a Italia o dite che lo sostenete»

Il deputato nazionale di Fratelli d'Italia replica alle accuse del commissario di Grande Sicilia: «Nessuna minaccia, solo domande chiare. Sono corresponsabili del fallimento dell'amministrazione cittadina».
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SIRACUSA – La spaccatura all’interno del centrodestra siracusano si arricchisce di un nuovo ed infuocato capitolo. A poche ore dalla nota del commissario provinciale di Grande Sicilia, Vincenzo Vinciullo, arriva la contro-replica del deputato nazionale di Fratelli d’Italia, l’onorevole Luca Cannata, che chiama in causa sia Vinciullo sia il parlamentare regionale Giuseppe Carta.

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Cannata respinge le accuse di “minacce” ed “egemonia” mosse nei suoi confronti, ponendo al centro del dibattito la posizione politica nei confronti del sindaco di Siracusa, Francesco Italia.

«Basta alibi e attacchi personali: votate la sfiducia a Italia?»

Il parlamentare di FdI sollecita gli alleati a uscire dall’ambiguità e a dichiarare apertamente le proprie intenzioni sulla permanenza del primo cittadino alla guida di Palazzo Vermexio:

«Vinciullo continua a chiamare “minacce” le domande alle quali non vuole rispondere. Nessuno gli impone nulla: gli chiediamo di dire ai cittadini se Grande Sicilia Mpa voterà la sfiducia a Italia oppure continuerà a tenerlo in piedi sostenendolo. Una domanda semplice, alla quale oppone soltanto attacchi personali. Evidentemente rispondere gli costa più che insultare.

Per anni Vinciullo ha attaccato Italia descrivendo la sua amministrazione come fallimentare. Oggi si affanna a giustificare chi la sostiene. Che cosa è cambiato? Da oppositore è diventato il difensore politico dell’amministrazione che criticava».

L’affondo sui cambi di casacca e l’assessorato alla Porto

Cannata passa poi al setaccio le recenti uscite dal gruppo di Fratelli d’Italia, replicando all’accusa di aver “devastato” il partito e citando casi specifici di passaggio alla maggioranza di governo:

«Vinciullo dimentica di raccontare dove sono andati alcuni di quegli eletti e quali incarichi hanno ottenuto. L’esempio più recente è Giovanna Porto: eletta con i voti di Fratelli d’Italia, passata all’MPA e poi nominata assessora nella Giunta Italia. Dall’opposizione all’assessorato: questo è il percorso che Vinciullo dovrebbe spiegare prima di impartire lezioni.

Non confonda il consenso conquistato nelle urne con gli spostamenti successivi degli eletti. Poi vengono a parlare a noi di poltrone e coerenza. Abbiano almeno il pudore di risparmiarci la predica».

La sfida a Carta e Vinciullo sulle nomine

In conclusione di nota, il deputato di FdI lancia una vera e propria sfida pubblica ai vertici dell’alleanza avversaria, rivendicando la propria fermezza sul tema degli incarichi istituzionali e ponendo una linea netta per le future coalizioni:

«Sulle poltrone la chiarezza deve essere completa: Carta mi ha prospettato incarichi e scelte di nomi che ho respinto. Ci sono persone che possono confermarlo. Sfido pubblicamente lui e Vinciullo a smentirmi.

Carta e Vinciullo continuano a sostenere Italia e devono assumersi fino in fondo la responsabilità politica dei fallimenti di questa amministrazione. Noi lavoriamo per costruire un’alternativa e non costruiremo alleanze con chi continua a sostenere Italia. Abbiate il coraggio di dichiarare ai siracusani la vostra scelta».

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