ROMA – Nuova bufera sul comparto istruzione nell’ambito della manovra economica. La riduzione progressiva degli organici scolastici prevista dalla nuova Legge di Bilancio porterà a un risparmio per le casse dello Stato stimato in quasi 252 milioni di euro all’anno a partire dal 2028.
I dati emergono con chiarezza dalla relazione tecnica allegata al disegno di legge, che quantifica gli effetti finanziari e occupazionali derivanti dall’applicazione dell’articolo 66 per il personale docente e per quello Amministrativo, Tecnico e Ausiliario (ATA), a decorrere dall’anno scolastico 2027/2028.
I numeri del taglio: quasi 7.000 cattedre e posti in meno
Il provvedimento fissa un ridimensionamento strutturale delle dotazioni organiche complessive che a regime priverà gli istituti scolastici italiani di 6.974 unità di personale:
- Docenti: Previsti 4.925 posti in meno nell’organico dell’autonomia.
- Personale ATA: Soppresse 2.049 unità tra collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici.
Sul piano finanziario, il contenimento dei posti consentirà alle casse pubbliche un risparmio calcolato in 83,9 milioni di euro nel 2027, destinato a salire a 251,7 milioni di euro su base annua a decorrere dal 2028.
La reazione del sindacato: «Proposta inaccettabile»
L’impianto della norma ha sollevato l’immediata e dura presa di posizione della Confsal (Confederazione generale dei sindacati autonomi dei lavoratori), che chiede a gran voce la cancellazione della misura dal testo della manovra.
«I tagli agli organici del personale docente e Ata previsti nel disegno di legge di bilancio vanno cancellati. Si tratta di un provvedimento in totale contrasto con le reali esigenze della scuola. Non si può chiedere alle istituzioni scolastiche di affrontare responsabilità sempre maggiori, garantire inclusione, qualità dell’offerta formativa e servizi efficienti e, contemporaneamente, ridurre le risorse professionali necessarie ad assolvere tutte queste funzioni».
— Nota ufficiale Confsal
La confederazione sindacale, al fianco della Federazione Snals-Confsal, ha rivolto un appello perentorio all’Esecutivo affinché ritiri il piano di tagli, ricordando come il sistema d’istruzione necessiti di «personale, stabilità e investimenti reali», preannunciando una mobilitazione e un’azione di contrasto ferma e coerente in tutte le sedi opportune.
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